L'avviso di Fico al Movimento «Stop alle rendite di posizione»

Luca MonticelliFederico Capurso Firmato l'armistizio con Davide Casaleggio, ora Giuseppe Conte potrà costruire il suo progetto politico e far entrare il Movimento «in una nuova storia». Per riuscirci l'ex premier dovrà pacificare le varie anime della galassia 5 stelle che si fronteggiano sotterraneamente da mesi e mettere ordine nel caos dei gruppi parlamentari, tra pseudo-correnti, vecchi circoli di potere e nuovi malpancisti. L'obiettivo di Conte, che certo non si illude di riuscire a sciogliere tutti i nodi, è nascondere un po' di polvere sotto il tappeto con l'aiuto di una segreteria capace di tenere dentro tutte le correnti. Uno scenario che però sta agitando chi, fuori dal giro dei fedelissimi dell'ex premier, teme di ritrovarsi in minoranza nelle stanze dei bottoni. A far leva sulla «comunità» pentastellata, auspicando un reset senza altre tensioni, è Roberto Fico che chiede ai «colleghi parlamentari» di non far prevalere «le rendite di posizione». Scrive su Facebook il presidente della Camera: «C'è il dispiacere per una rottura con Davide Casaleggio, ma allo stesso tempo la necessità di proseguire nel cammino in modo diverso, saldo nei valori e nuovo nei metodi e nei modi. Quello che ora viviamo - sottolinea Fico - è un giro di boa indispensabile per andare avanti. Non può esistere un movimento uguale per sempre: bisogna sapersi rinnovare».Il cronoprogramma di Conte prevede l'avvio del progetto politico entro fine giugno, per permettere agli iscritti di pronunciarsi su Statuto e Carta dei Valori, prima del voto online, scontato, sul leader. Seguirà un tour estivo, nel quale Conte presenterà il suo progetto e avvierà una raccolta fondi per il rilancio del partito. Poi - pandemia permettendo - si pensa a una kermesse del nuovo M5S, che si terrebbe a settembre, prima delle amministrative.Intanto, è in cantiere una riunione con i parlamentari, forse già domani, per parlare proprio dello Statuto, della Carta dei valori, e delle prossime tappe. L'ex premier sembra deciso a non candidarsi alle elezioni suppletive della Camera nel seggio romano lasciato libero da Emanuela Del Re, nominata rappresentante speciale Ue per il Sahel. Adesso che assumerà veramente il ruolo di numero uno del Movimento, Conte non ha urgenza di entrare a Montecitorio, può benissimo fare il capo da fuori, è il ragionamento fatto nelle ultime ore. Da candidato, infatti, sarebbe in corsa sponsorizzato da 5 stelle e Pd mentre Virginia Raggi e Roberto Gualtieri battagliano per il Campidoglio. E lo sarebbe in un collegio rischioso, perché il seggio di Primavalle nel 2018 venne strappato per un soffio alla destra.L'ex premier ha intenzione di rinnovare anche all'interno dei gruppi di Camera e Senato: il primo indiziato a saltare è Davide Crippa, il presidente dei deputati che si è appena rifiutato di firmare un cospicuo contratto per la comunicazione a Rocco Casalino, il portavoce del leader rimasto senza stipendio. Quanto al trasferimento delle liste degli iscritti che Casaleggio custodiva su Rousseau, ci vorrà ancora qualche giorno. «La nostra nuova casa è quasi pronta», annuncia il reggente Vito Crimi. Le operazioni tecniche di «trasloco» di una mole record pari a 300 mila dati richiede «tempi congrui e molte verifiche», aggiunge. La nuova casa, però, non avrà nulla a che fare con l'articolato mondo di Rousseau. Architettura semplice e meno funzioni disponibili: per il momento, dovrebbe prevedere solo il voto online e una pagina in cui far conoscere i progetti M5S, compreso il sistema di restituzioni. Sempre che i parlamentari tornino a versare parte del loro stipendio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA