Dpcm, in bilico i ricongiungimenti con figli e partner durante le feste
IL RETROSCENAFederico Capurso / ROMAQuando in serata i capigruppo di maggioranza prima, e i capidelegazione poi, devono fare un bilancio dei loro incontri con Giuseppe Conte, l'impressione comune è che il Dpcm di Natale sia ancora «in alto mare». Tanto che il provvedimento non è stato inserito tra i temi da trattare nel Consiglio dei ministri che si terrà stasera, a poche ore dalla scadenza del 3 dicembre. Potrebbe rientrare all'ultimo minuto, ma al momento sono tanti, troppi, i dubbi che assillano il premier, costretto a mediare tra le spinte a riaprire di Italia viva e dei governatori, la necessità di non soffocare l'economia, e la linea dura della maggioranza dei suoi ministri. Nelle due riunioni non ci sono state tensioni, Conte è apparso "morbido" rispetto alle richieste di aperture, ma alla fine il pensiero che scivola dietro ogni ragionamento a Palazzo Chigi è quello di non poter allentare troppo la morsa: le concessioni - fanno sapere - saranno poche e mirate. A partire dalle limitazioni agli spostamenti tra regioni, anche gialle, che sono state confermate. Blocco che entrerà in vigore nella finestra che va dal 21 dicembre al 6 gennaio, ma proprio per questa sua transitorietà potrebbe aver bisogno di un diverso strumento normativo, come un decreto legge, e se così fosse non entrerebbe nel Dpcm. Il premier però otterrà una deroga per i ricongiungimenti dei figli coi genitori, e forse anche per i "congiunti" che vivono in diverse regioni, ma non è affatto convinto di poter dare un lasciapassare anche a chi ha una semplice prenotazione in albergo, come era stato proposto nelle ultime ore. «D'altronde - spiega una fonte di governo dell'ala rigorista -, se permettiamo i ricongiungimenti non possiamo aprire anche a chi va in vacanza, altrimenti è un liberi tutti e rischiamo di avere tra gli 8 e i 10 milioni di italiani in viaggio, con assembramenti su treni e pullman». Ecco perché anche l'idea di chiudere solo gli alberghi di montagna è nata e tramontata in meno di 24 ore: le misure varranno per tutti. Resta accesa, invece, la discussione intorno alle seconde case. Dovrebbe poi resistere, salvo colpi di scena, la chiusura di bar e ristoranti. Iv chiede che possano aprire almeno per il pranzo del 25 e del 26, ma va convinto il resto della maggioranza. Si attenderà, anche su questo, il confronto di domani in Parlamento, dove il ministro della Salute Roberto Speranza illustrerà la linea del governo per il Dpcm di Natale. Già bocciata, invece, l'idea del capogruppo in Senato di Iv, Davide Faraone, di far passare agli italiani un Natale in crociera. La risposta: «Impossibile». Quanto all'eventualità di riportare o meno gli studenti del liceo in classe, la ministra Lucia Azzolina ha già gelato i suoi colleghi, nella notte di ieri, chiedendo se non ci fosse «qualcuno che pensa anche alla scuola». Conte ha sondato gli umori nella maggioranza e le reazioni sono state contrastanti. Per questo la nuova proposta è di un'apertura graduale. Potrebbe coinvolgere gli studenti del primo anno di liceo, almeno per la prima settimana a ridosso del Natale, in modo da superare almeno in parte le obiezioni di Pd e Leu sui trasporti, ma i dettagli sono in fase di studio. -© RIPRODUZIONE RISERVATA