Due incontri con Slow food a Vico
TRAVERSELLA Riconosciuta da Slow food, è ufficialmente nata la Comunità del Cibo dell'alta Valchiusella, filiera delle erbe selvatiche. La Comunità è parte della rete universale di Terra Madre, che costituisce il centro della spirale da cui espande la filosofia di Carlo Petrini. È un importante traguardo, quello raggiunto dal Club Amici Valchiusella il cui statuto prevede appunto la valorizzazione dell'ambiente naturalistico e dei saperi della tradizione locale. Spiega Laura Lancerotto, presidente ed anima dall'associazione: «La nostra Comunità del Cibo valorizza le eccellenze gastronomiche valligiane, espressione della cultura materiale che racconta il saper fare. Un ponte, insomma, che unisce la tradizione. E proprio da una costola della Comunità del Cibo, è sorta dal Condotta Slow food Valchiusella - dice Lancerotto - che ha come protagonisti l'apicultore, l'allevatore, il casaro, il macellaio, il troticoltore, il fornaio ed i ristoratori. L'obiettivo della Condotta è quello di promuovere il nostro territorio narrandolo fuori dalla valle ed accogliendo qui gli ospiti con la nostra semplice e vera ospitalità». E per qualificarsi ulteriormente, la Condotta Slow food della Valchiusella, in collaborazione con la Camera di Commercio che da qualche anno opera in valle con il Club Amici, ha organizzato una serie di incontri sulla qualità degli alimenti, rivolti al mondo della scuola, alle famiglie ed agli operatori delle strutture ricettive. Il primo incontro, sul tema "Rischio biologico da legionellosi nelle strutture ricettive" è fissato per martedì 16 dicembre. Successivamente, venerdì 19, si parlerà di "Educazione alimentare e ristorazione scolastica". Entrambi gli appuntamenti sono in programma alsalone pluriuso di Vico e avranno inizio alle 21. «Confidiamo in una numerosa partecipazione perché anche noi che ci sforziamo di operare sempre al meglio abbiamo bisogno di piccoli incontri necessari ad alimentare in nostro sogno che sveleremo quando in primavera spunteranno le erbe selvatiche» conclude Laura Lancerotto. Giacomo Grosso