"Qui rubano tutto, dalle tettoie al pesce": il grido degli operatori del mercato dell'ex Manifattura

Video Lo sconforto è diffuso per chi lavora nel mercato dell'ex Manifattura tabacchi nel quartiere Libertà, dove le incursioni dei ladri ormai sono quotidiane. “Salgono sui tetti di notte e rubano il rame delle grondaie. Rompono le grate e si calano nei box. Ci sottraggano anche la merce. A gennaio mi hanno rubato, pesce per un danno totale di mille euro - racconta Michele, il titolare di una pescheria - non essendoci pezzi di grondaie, se qui piove dobbiamo chiudere tutto”. Gianluca Amoruso lavora in questo mercato dal 2000: “Smantellano le tettoie un giorno sì e l’altro pure. È una condizione che ci sta annientando”. Angelo Paduno, i problemi che attanagliano i lavoratori ormai da anni li traduce con una cantilena: "Rubano e aggiustiamo. Rubano e aggiustiamo". E gli operatori non sanno più come affrontare la situazione. "A differenza di tanti altri mercati ci hanno abbandonati - aggiunge Franesco Rossini - È un peccato, l'ex Manifettura non meritava questa situazione". Da ieri (19 febbraio) sono state istituite dal prefetto Francesco Russo le “zone rosse”, a partire dal lunedì, 24 febbraio: rientra anche l'area di piazza Redentore fino all'ex Manifattura tabacchi - di BENEDETTA DE FALCO

Omicidio della panetteria, nel video della telecamera il rumore dei sei spari e la fuga del killer

Video Le 18.26 e 30 secondi di sabato pomeriggio. La telecamera nel cortile riprende un ragazzo che esce dalla porta posteriore della panetteria e sparisce dalla vista dell’occhio elettronico. Passano centottanta secondi, il giovane riappare e rientra nel locale, il forno al 4 di piazzale Gambara. Qualche secondo ancora e si sentono distintamente sei colpi di pistola: quattro sono fatali per il quarantanovenne Ivan Disar, due feriscono in maniera grave il suo amico, ventisei anni, Pavel Kioresko. L’assassino esce ancora una volta, mette l’arma - una calibro 38 nella cintola dei pantaloni - e va via. Il presunto killer filmato dalla telecamera, stando a quanto ricostruito dalla squadra mobile, è Raffaele Mascia, ventuno anni, figlio di Matteo, il proprietario della panetteria che viene filmato mentre pochi attimi dopo i colpi di pistola cerca il ragazzo dicendo «Raffaele, Raffaele». Il giovane è stato fermato lunedì sera, a meno di quarantotto ore dall’omicidio, quando i poliziotti lo hanno bloccato fuori dal commissariato Porta Genova. A incastrarlo ci hanno pensato il racconto di una testimone - una badante amica dei due uomini che ha assistito all’esecuzione - e proprio i frame che hanno immortalato il suo ingresso nel forno e la sua fuga. Agli investigatori, il ventunenne ha detto di aver sparato perché era stato minacciato. Secondo chi indaga, che lo descrive come «lucido e convinto», avrebbe invece ucciso perché si sarebbe sentito preso in giro da Disar e dal suo amico.   di Carmine R. Guarino

Lea Martimucci: "Gli uomini dello Stato sono i nostri numeri 10, a loro la mia gratitudine"

Video È arrivata nella Procura di Bari per dire grazie personalmente ai magistrati e ai carabinieri Lea Martimucci, 41enne sorella di Domenico, morto nell’agosto 2015 a causa delle ferite riportate il 5 marzo dello stesso anno, a causa dell’esplosione di una bomba nella sala giochi Green di Altamura. “Siete i nostri numero 10” ha detto Lea a inquirenti e investigatori, ricordando il numero ella maglia che il fratello indossava nelle partite di calcio. Quando fu ucciso militava nel Castellaneta ed era conosciuto con il soprannome di Zidane. Lea da dieci anni si è unita all’impegno di Libera contro le mafie e ha fondato un’associazione ad Altamura “Noi siamo Domi onlus”, che instrada gli adolescenti su percorsi di sport e legalità di CHIARA SPAGNOLO

Metalmeccanici in piazza a Genova per il contratto a Genova: corteo e lancio di uova contro la sede di Confindustria

Video Lancio di uova e petardi sotto la sede di Confindustria a Genova da parte dei lavoratori metalmeccanici che stamani sono scesi in sciopero e corteo contro il mancato rinnovo del contratto. Il corteo, dopo avere precorso le strade della città è arrivato sotto la sede degli Industriali genovesi urlando slogan 'vogliamo in contratto subito' e poi hanno tirato qualche uovo sulla facciata del palazzo dove ha sede Confindustria. (videoservizio Fsabrizio Cerignale)

Caso Cospito, attesa per la sentenza per Delmastro: il sottosegretario in aula

Video Il sottosegretario alla Giustizia con delega alla Polizia Penitenziaria Andrea Delmastro oggi in aula per l’ultima udienza del “caso Cospito”. Il politico di Fratelli d’Italia è a processo per rivelazione di segreti d’ufficio per aver, nel gennaio 2023, comunicato a Giovanni Donzelli, esoponente del suo stesso partito, informazioni del Nic (Nucleo investigativo centrale) della Penitenziaria circa i contenuti di alcuni colloqui tra l’anarchico Alfredo Cospito e altri detenuti al 41bis nel carcere di Sassari. Il deputato Donzelli le utilizzò durante un suo intervento nell’aula della Camera facendo scoppiare il caso politico e giudiziario. Oggi la sentenza di primo grado. Leggi gli aggiornamenti