Video Giorgia Meloni sfoggia il suo ottimo inglese, Matteo Salvini resta italiano salvo incitare in ungherese "Fel, gyozelemre!", "Avanti fino alla vittoria!": la nostra premier e il suo vicepremier hanno scelto di mettere la faccia nello spot per il leader ungherese Victor Orbán e il suo partito Fidesz in vista delle elezioni del 12 aprile. Sono in compagnia di Weidel, Le Pen, Abascal ma anche di Netanyahu. Ecco un estratto del video promozionale con i nostri politici in prima linea. Leggi
Video Prima la Francia. Marine Le Pen intervistata sulle frequenze di France Inter sostiene di non accettare modelli in Europa, nemmeno quello italiano. Quando le fanno notare che in Ue il governo Meloni è messo meglio di quello francese ammette: "Invidio a Meloni i 240 miliardi di Pnrr, pagati anche da noi francesi. Così il lavoro è più facile...".
Liveblogging I voti contrari sono stati 364, quelli favorevoli 194: il primo ministro dovrà rassegnare le dimissioni al presidente della Repubblica, che indicherà il successore «nei prossimi giorni». Mélenchon: «Vittoria e sollievo. Ora se ne vada Macron»
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Video “A Milano si direbbe: ‘Taches al tram’. Vacci tu, se vuoi. Ti metti il caschetto, il giubbetto, il fucile e vai in Ucraina". Sono queste le parole del vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un sopralluogo in via Bolla, a Milano il 20 agosto, che hanno acceso lo scontro con la Francia, portando alla convocazione dell'ambasciatrice italiana a Parigi. “Sicuramente eserciti europei, riarmi europei, debiti comuni europei per comprare missili o ‘macronate’ varie sono superate. L’incontro non so se veramente verrà fatto a Budapest, a casa del cattivo Orban, del sovranista Orban, dell’alleato di Salvini e della Le Pen. Se per quelli che per la sinistra sono cattivi, si arriva alla pace, chapeau. Quindi, non disturbiamo quelli che stanno lavorando per la pace. I guerrafondai e i bombaroli tacciano, almeno ad agosto” ha detto ancora il vicepremier.
Video Aspettiamo la decisione americana, il Governo ha un piano d'azione per esplorare nuovi mercati. Penso dobbiamo continuare ad essere presenti nel mercato americano e vedere che risposta penserà l'Unione Europea. Vedremo la lista di prodotti americani su cui intervenire con dazi, ma facendo in modo che ci sia un dialogo e un confronto. Una guerra dei dazi non produrrebbe effetti positivi neanche per gli americani. Non si può andare per conto proprio, tocca all'Ue fare le trattative sui dazi. Le regole le decide la Commissione Europea, non possiamo fare trattative individuali. Noi continuiamo a lavorare con la Cina, abbiamo ottimi rapporti commerciale. Abbiamo scelto di essere parte della via del cotone e non della seta. Le Pen? Io sono un garantista, per me è innocente fino a una condanna di terzo grado."
«Se lo fa è perché siamo sul punto di vincere le elezioni» e annuncia ricorsi al consiglio costituzionale di Parigi e alla corte europea dei diritti umani
Le Pen: elezioni scelta obbligata. Mélenchon: via anche il presidente
In Veneto la grande rivincita della “Lega nord”. Perde terreno quella sovranista e vannacciana
Il politologo: «L’onda populista minaccia tutta l’Europa, c’è una crisi di sistema rampante. Le Pen è diventata l’ago della bilancia, Mélenchon impedisce alla sinistra di governare»
Danilo Ceccarelli
Da quando c’è Trump la premier vive di fronte a un bivio. E su Gaza e Ucraina usa un doppio standard