Video Rettili pericolosi, come due anaconda verdi da 60 chili ciascuna e lunghe cinque metri, stipate dietro una finta parete di una palazzina di Sannicandro di Bari, nel Barese. Un pericoloso caimano dagli occhiali, sistemato in un congelatore trasformato in una sorta di acquario e messo non lontano dalle anaconde assieme a quattro boa constrictor capaci di stritolare. E' quanto scoperto dai forestali nell'ambito delle attivita' di controllo del territorio. Gli animali sono di un uomo, con diversi precedenti penali che risulta irreperibile, che risponde di detenzione illegale di fauna esotica. I rettili, del valore di svariate migliaia di euro, sono stati sequestrati in applicazione di un provvedimento del Tribunale di Bari che ne prevede anche la confisca. Ora si trovano in una struttura specializzata in cui e' garantita la sopravvivenza. Sotto sequestro sono finiti anche un varano di acqua di un metro e mezzo di lunghezza, un'naconda gialla, una boliviana e un pitone birmano. (NPK)
Video "La sentenza conferma non soltanto quanto avevamo denunciato sin da quella notte, che c'e' stata aggressione di stampo squadrista e con metodo fascista, ma conferma il nostro giudizio politico: CasaPound e' un'organizzazione neofascista, non va sgomberata, va sciolta". Cosi' Eleonora Forenza, ex europarlamentare europea e attualmente nel direttivo nazionale di Rifondazione comunista, tra le vittime della aggressione del 21 settembre 2018 a Bari da parte di un gruppo di militanti di CasaPound, oggi condannati dal Tribunale di Bari. "E' fondamentale ricordarlo in un momento della storia repubblicana - ha detto Forenza - in cui esponenti di CasaPound provano a legittimarsi presso la Camera dei deputati, in cui la premier ha difficolta' a definirsi antifascista, in cui il vicepresidente del Consiglio Salvini, e' stato ripreso piu' volte con esponenti di CasaPound e in cui il nuovo partito politico fondato da Vannacci si ispira esplicitamente ai tempi della Decima Mas". (ServizioDi Fasano)
Svolta nelle indagini sull’incidente avvenuto il 2 aprile nel Barese. Don Nicola D’Onghia finisce ai domiciliari
Fermato un 65enne
La vicenda risale all’11 aprile 2022 quando l’attuale presidente del Consiglio era leader di Fratelli d’Italia
Sono ai domiciliari. L’inchiesta riguarda presunti appalti truccati
Le intercettazioni svelano il sistema Amtab, municipalizzata poi finita in amministrazione giudiziaria. Il nipote del mafioso: «Il lasciapassare lo dà lui»
giuseppe legato
L’indagine della procura di Bari dopo le denunce di aggressioni fisiche e verbali
saverio occhiuto
Dopo il parere del Cnel la maggioranza rinvia in Commissione Lavoro la proposta di legge. Rizzetto (FdI): «Necessaria un’ulteriore fase istruttoria». Attacco di Pd e M5S: scelta pavida
Niccolò carratelli
Quattro persone sono state arrestate
Video Un sequestro di persona a scopo di estorsione è stato sventato dalla polizia che sta arrestando in queste ore sette persone nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani ed in altri comuni pugliesi.Gli arresti, in carcere e ai domiciliari, sono eseguiti sulla base di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Le accuse sono di tentato sequestro di persona a scopo di estorsione, aggravato dal metodo mafioso.Il progetto, ideato e pianificato da tempo, stava per essere messo in atto il 22 aprile 2022 ai danni di un facoltoso imprenditore di Barletta, con lo scopo di estorcere denaro in cambio della sua liberazione.
L’operazione è scattata nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani e in altri comuni pugliesi
Le indagini avviate nel 2021: «Il 23enne legato ai suprematisti americani era pronto a colpire anche in Italia»
La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per una ginecologa della clinica Santa Maria di Bari, accusata di omicidio colposo con riferimento alla morte di un feto. L'episodio risale al maggio 2019. Stando alle indagini coordinate dal pm Gaetano de Bari, il medico avrebbe ritardato l'inte...
La escort parla in tribunale a Bari nel processo che vede imputato Gianpiero Tarantini per induzione alla prostituzione: «Quella notte me ne andai per evitare un’orgia»