Albania, viaggio nella ex base militare dove nascerà il centro migranti voluto da Meloni
Tra Shengjin e Gjader: «Voi italiani spenderete milioni per il progetto ma noi rischiamo di perdere il boom del turismo»
letizia tortelloTra Shengjin e Gjader: «Voi italiani spenderete milioni per il progetto ma noi rischiamo di perdere il boom del turismo»
letizia tortelloIl Tribunale riduce l’orario delle visite fiscali per gli statali da 7 a 4 ore come per i privati
Paolo RussoVideo Diciotto persone sono state raggiunte da una misura cautelare emessa dal gip di Milano nell'ambito di un'inchiesta della Dda, condotta dalla Dia, dal nucleo investigativo dei Carabinieri di Monza e dal nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria, con le accuse, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, all'estorsione ed al compimento di numerosi frodi nell'ottenimento illecito di contribuiti Covid e bonus fiscali, i cui proventi erano destinati ad agevolare le attività dell'ndrangheta ed in particolare della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti. Dall'indagine, avviata nel 2019, sono emersi due gruppi criminali:uno responsabile di reati economico-finanziari e l'altro di traffico di droga e di estorsioni. Entrambi sarebbero stati diretti da un medico calabrese, collaboratore di alcune Rsa milanesi, già condannato in via definitiva per traffico di sostanze stupefacenti e, soprattutto, figlio dello storico capo della cosca, attualmente detenuto in regime di 41-bis a seguito di condanna irrevocabile per associazione mafiosa.
Nazim Mordjane, era scappato dal San Paolo lo scorso 21 dicembre. Vi era ricoverato in seguito ad una rissa avvenuta nel carcere di San Vittore
andrea siravoIl presidente Uilpa Polizia Penitenziaria De Fazio contro Nordio: “Fantasie agostiniane sul riutilizzo delle caserme”
Thomas UsanIl corpo è stato rinvenuto con evidenti tumefazioni sul volto e sul capo
Thomas UsanÈ al San Salvatore, sottoposto alle cure per un tumore al colon
L’appello del sindacato Osapp dopo le aggressioni: col caldo la situazione sta peggiorando
irene famàIn primo grado i due assassini erano stati condannati all’ergastolo. Riconosciute le attenuanti generiche. Confermate le altre condanne: 21 anni inflitti a Mario Pincarelli e i 23 anni a Francesco Belleggia. Annunciato il ricorso in Cassazione
edoardo izzoIn tre ore caduti 4300 fulmini soprattutto sulla costa
IvreaArriva dal consigliere comunale Massimiliano De Stefano, rappresentante della minoranza, la proposta di istituire una commissione comunale«Noi di Azione e Italia Viva sui diritti fondamentali e sul garantismo siamo in prima linea e ci saremo sempre e la Casa Circondariale di Ivrea, che viene de
Fabrizio Bonino, segretario nazionale per l'Umbria del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria: «Il penitenziario Sabbione è una polveriera, lo denunciamo da mesi»
Viene chiesta la conferma delle condanne anche per i complici Francesco Belleggia e Mario Pincarelli coinvolti nel pestaggio e la morte del ventunenne
edoardo izzoL’intervista a margine dell’operazione «Alcatraz» condotta tra il 2018 e il 2022 all’interno della casa di reclusione «Pietro Cerulli»
RINO GIACALONEMentre continuano le ricerche di Marco Raduano, che si è calato dal muro di cinta del penitenziario con delle lenzuola annodate il 25 febbraio scorso, sono stati arrestati la moglie di un recluso e un agente penitenziario
il casoNUOROUna fuga rocambolesca, ma studiata nei minimi dettagli. Da quello che emerge sull'evasione dal carcere di Nuoro di Marco Raduano, il detenuto pugliese di 39 anni, boss della mafia garganica che scontava la sua pena a 19 anni di reclusione, il fuggitivo è stato abile a sfruttare l'occasio
Marco Raduano, classe 1984, era in regime di 416 bis per omicidio, violazione legge armi e altri reati. Il Mandato per le ispezioni affidato al Provveditore regionale della Sardegna
Il regime penitenziario che istituisce il carcere duro è nato 1986 ed è stato ampliato dopo la strage di Capaci del 1992
Decine di omicidi, venti ergastoli, le stragi del ’92-’93. Così Messina Denaro ha segnato la storia d’Italia
laura anelloIvreaCarcere, le denunce erano corretteLe botte denunciate dai detenuti che hanno fatto aprire l'inchiesta a Ivrea le poniamo all'attenzione della politica e dell'amministrazione penitenziaria dal 2016. Il 2 novembre 2016, in un comunicato firmato dal sottoscritto con le coordinatrici dell'Associazi
Pagina 5 di 6