Ivrea, l'addio degli amici suonatori a Chacho Marchelli: la voce antica che aveva stregato il Canavese

Video Il Canavese piange uno dei suoi amici più sinceri, uno di quei musicisti che, pur non essendo nato qui, aveva scelto queste terre come una seconda casa dell’anima. Oggi alle 15 a Valmadonna (Alessandria) si sono celebrati i funerali di Vincenzo 'Chacho' Marchelli, voce storica della musica popolare piemontese, figura amatissima dal mondo del folk e presenza immancabile nei festival che animano le nostre valli.Chacho aveva un dono raro: cantare come si parla, parlare come si vive, vivere come si ama. La sua voce ruvida e calda era un abbraccio, un pezzo di terra, un ricordo che non si staccava più dalla pelle. Nel Canavese lo sapevano bene: per anni aveva calcato i palchi del Gran Bal Trad di Vialfrè, lasciando ogni volta il pubblico sospeso tra incanto e malinconia. Arrivava con passo quieto, la voce pronta, il sorriso di chi porta nel cuore un mondo intero, dall’Argentina della sua gioventù alle risaie piemontesi, dai piccoli circoli culturali ai festival che profumano di legno, danze e appartenenza.Era stato ospite anche di rassegne folk e celtiche del territorio, legando la sua storia a quella di tanti musicisti canavesani. Non importava dove cantasse: nelle piazze di Ivrea, sotto i tendoni del ballo, nei pomeriggi di festa tra gli stand artigiani, Chacho riusciva sempre a fermare il tempo. Bastava una strofa, un soffio di voce, e la gente si stringeva, ammutolita. 'Sembra che canti solo per te', dicevano in molti. Ed era vero: Chacho sapeva raggiungere l’intimità di ognuno pur cantando davanti a cento, mille persone.Non era solo un artista. Era memoria vivente: un ponte tra generazioni, tra i canti dei nonni e le urgenze del presente, tra il Piemonte più profondo e le radici lontane dell’America latina. Nei backstage dei festival raccontava storie di viaggio, di lavoro, di incontri, sempre con quella grazia che appartiene solo agli uomini semplici e grandi.Oggi il suo silenzio pesa. Pesa sulle colline, sulle notti d’estate del Gran Bal, sulle sale prova dove i più giovani gli rubavano trucchi e accenti. Pesa anche sulle comunità che ogni anno aspettavano di rivederlo, come un rito, come una certezza.Ma di Chacho resta molto più della nostalgia. Resta una voce che ha insegnato ad ascoltare. Resta un lascito di umanità, di ironia, di tenerezza, di verità senza filtri. Resta la capacità di ricordarci chi siamo quando cantiamo insieme.

Andrea Guasco

Pianezze di Vialfrè, ovvero l’isola della felicità: in migliaia al festival Gran Bal Trad

Le voci dal festival di danze e musica popolare. La neo sindaca Lara Putto: «Sono molto soddisfatta per la mia prima partecipazione nelle nuove vesti di sindaca di Vialfrè al Gran Bal Trad, che ho sempre seguito in passato e che quest’anno è rimasto purtroppo l’unico grande appuntamento nell’area naturalistica di Pianezze, che noi vogliamo però rilanciare come nel recente passato ospitando nuovi eventi popolari dal prossimo anno»

Sandro Ronchetti

Senza Titolo

vialfrè Il conto alla rovescia per il Gran Bal Trad, unico evento di massa dopo il trasferimento di Apolide festival a Collegno, è invece cominciato nell'area di Pianezze che lo ospiterà da lunedì 3 fino a sabato 8 luglio. L'impresa specializzata in copertura Copro di Aosta e una prima squadra di vo