Video Una megacaduta di gruppo, la seconda in due giorni, condiziona già pesantemente la quindicesima tappa del Tour, la frazione alpina da Les Gets a Saint Gervais. A 128 km dall’arrivo, al passaggio da un centro abitato, uno spettatore ha sporto un braccio probabilmente per cercare uno scatto col cellulare del gruppo in corsa. In quel momento sopraggiungeva l’americano Sepp Kuss, il 6° della generale e il miglior gregario da salita per la maglia gialla Jonas Vingegaard. Kuss è caduto e ha tirato giù anche il compagno di squadra Van Hooydonck e una ventina di altri corridori. Fortunati nel trovare un varco e evitare la caduta sia la maglia gialla Vingegaard, sia Tadej Pogacar. Il fattore pubblico, così condizionante sullo Joux Plane nella tappa di sabato, torna a fare ancora la differenza in maniera purtroppo negativa. Al momento dell’incidente era in atto una fuga di ben 38 corridori, che ha così preso il largo sul gruppo maglia gialla, che ora insegue a 9 minuti. Nell’azione dei 38 anche Giulio Ciccone, Alaphilippe, Van Aert, Soler.
Stoccata dello sloveno che recupera 8 secondi alla maglia gialla nello spettacolare arrivo del Puy de Dome, tappa a Woods
Andrea Gabbi
puy de dome (francia)Il vulcano, quello celato nelle viscere del Puy De Dome, è spento da secoli. Ma ieri una fiammata di lava fresca si è vista. Colorata di bianco, come la maglia di Tadej Pogacar. Uno scatto secco, un allungo bruciante quello del campione nazionale sloveno e leader dei giovani. A
i personaggi Botta, risposta e controrisposta al Tour de France, nel nome dello spettacolo. Vince Pogacar dopo la crisi di mercoledì e Vingegaard si prende la Maglia Gialla. Ma la sesta tappa non finisce in parità, perché il vantaggio psicologico...
Daniela Cot
i personaggiDaniela CottoBotta, risposta e controrisposta al Tour de France, nel nome dello spettacolo. Vince Pogacar dopo la crisi di mercoledì e Vingegaard si prende la Maglia Gialla. Ma la sesta tappa non finisce in parità, perché il vantaggio psicologico è dello sloveno. Ieri dopo 145 chilometri
L’ex re del Giro d’Italia ha provato la salita del Monte Lussari e la racconta per noi
Antonio Simeoli
Ancora lui, solo lui, Lo sloveno Tadej Pogacar (Uae Team Emirates) ha vinto per distacco la 57ÂŞ edizione della Amstel Gold Race, la corsa che apre il trittico delle Ardenne e che lo vedeva come principale favorito. Sul tracciato di 253 chilometri, con partenza da Maastricht ed arrivo a Valkenburg,
L’intervista La sua maschera di fango è diventata un’icona. La faccia spietata della Parigi-Roubaix. Sonny Colbrelli è passato alla storia trionfando nella Classica più elitaria e ambita il 3 ottobre 2021. Ma pochi mesi dopo, il 21 mar...
Daniela Cotto
L'intervistaDaniela CottoLa sua maschera di fango è diventata un'icona. La faccia spietata della Parigi-Roubaix. Sonny Colbrelli è passato alla storia trionfando nella Classica più elitaria e ambita il 3 ottobre 2021. Ma pochi mesi dopo, il 21 marzo 2022 la vita gli fa lo sgambetto e lui finisce in
Video Grave incidente durante la E3 Saxo Classic di Harelbeke, in Belgio: mentre la corsa transitava sull'Oude Kwaremont la moto di un fotografo che precedeva i corridori è scivolata sul pavé umido ed è finita a bordo carreggiata, colpendo tre tifosi. Pochi istanti dopo Pogacar, Van der Poel e Van Aert sono passati in quel punto riuscendo a evitare il mezzo steso sulla strada. Le corse belghe, negli ultimi anni, hanno spesso fatto registrare fatti simili. Nel 2016 Antoine Demoitié venne travolto e ucciso da una moto del seguito mentre era in gara alla Gand-Wevelgem.
l'intervistaDaniela Cotto / MilanoLa cattiveria agonistica è sempre la stessa a dispetto dei suoi 70 anni portati da atleta. «Ma in salita sono costretto a fare i conti con l'età. Per questo ho contribuito a lanciare nuovi modelli di bici elettriche, per continuare a vivere il ciclismo con gioia. Ne
Bruges (BELGIO)Filippo Ganna è il padrone del tempo. L'estate magica dello sport italiano, che non vuol finire mai, incorona campione del mondo nella cronometro in linea di ciclismo - per il secondo anno consecutivo - l'azzurro di Verbania che ha bissato il successo iridato 2020 a Imola.Il trionfo a
Andrea GabbiLa stagione più complicata, per certi versi assurda, si chiude con il trionfo di Primoz Roglic in quel di Madrid. Il gradino più alto del podio della Vuelta deve essere una posizione comoda per lo sloveno che già lo scorso anno si era imposto nella corsa in terra iberica. Stavolta lo ha
Antonio SimeoliINVIATO A ROCCARASOSi aspettavano nel tappone appenninico freddo, pioggia e battaglia. Solo l'ultima è mancata. I big sono arrivati compatti fin sopra Roccaraso, lasciando ai due superstiti della fuga da lontano giocarsi la tappa. Alla fine la vittoria è andata al portoghese Ruben Gue
Giorgio Viberti/ INVIATO A IMOLAIl giorno della gloria è arrivato, recita il secondo verso della Marsigliese, l'inno nazionale francese che ieri ha celebrato il trionfo di Julian Alaphilippe nel Mondiale di Imola 2020. Il 28enne moschettiere della bici e batterista per hobby le ha suonate a tutti, a
L'intervistaGiorgio VibertiDieci anni fa, il 10 marzo 2010, Peter Sagan vinceva ad Aurillac, 3ª tappa del Tour, la prima corsa da professionista. Veniva dalla mountain bike e a 20 anni era una grande promessa del ciclismo. In pochi anni è diventato un fenomeno senza precedenti, unico a conquistare 3