New York, cospirazionista si dà fuoco davanti al tribunale durante il processo a Trump

Video È morto l'uomo che ieri - venerdì 19 aprile - si è dato fuoco davanti al tribunale di New York dove è in corso il processo a Donald Trump per l'accusa di aver pagato illegalmente la pornostar Stormy Daniels. L'uomo, il 37enne Maxwell Azzarello, si è cosparso di liquido infiammabile e si è dato fuoco dopo aver gettato in giro degli opuscoli da lui redatti con teorie cospirazioniste. Azzarello è stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni e poche ore dopo è morto, secondo quanto riporta Bbc citando la consociata Cbs News. ARTICOLO Morto l’uomo che si è dato fuoco davanti al tribunale del processo Trump

Trump in tribunale a New York per il caso dei soldi alla pornostar: "È un attacco all'America"

Video L'ex presidente americano, Donald Trump, si è presentato in aula a New York dove è sotto processo per la vicenda dei 130mila dollari versati alla pornostar  Stormy Daniels, per pagare il suo silenzio sulla loro relazione, prima delle elezioni del 2016. "Questa è persecuzione politica - ha detto Trump ai giornalisti prima di entrare in aula - è un attacco all'America".

Trump in tribunale: "Questo processo è una bufala, è caccia alle streghe"

Video Donald Trump è arrivato al tribunale di New York per aver cercato di pagare il silenzio della porno star Stormy Daniels sui loro rapporti "Questa è una caccia alle streghe, questa è una bufala", ha detto Trump ai giornalisti. L’accusa è che Trump trame un suo consigliere, avrebbe effettuato un pagamento di 130.000 dollari per mettere a tacere l'attrice prima delle elezioni del 2016. Trump affronterà anche un'altra sfida legale: deve garantire il pagamento di quasi mezzo miliardo di dollari di multe, insieme ai suoi figli Eric e Don Jr. per frodi finanziarie legate alla Trump Organization.. Se Trump non fornirà una cauzione di almeno 454 milioni di dollari più interessi, la sua reputazione potrebbe subire un grave colpo.

Senza Titolo

Donald Trump si costituirà domani per la sua quarta incriminazione, quella per aver tentato di sovvertire il voto in Georgia nel 2020 insieme ad altri 18 alleati. Ma questa volta sarà diverso e più imbarazzante: dovrà presentarsi non in tribunale ma nel carcere di Rice Street ad Atlanta, famigerato