Dal 1991 a oggi: il lungo braccio di ferro tra Cospito e la giustizia
Il mancato arruolamento, la prima volta in carcere, i processi e le condanne
irene famàIl mancato arruolamento, la prima volta in carcere, i processi e le condanne
irene famàCUORGNÈLa 'ndrangheta era ed è una realtà da continuare a combattere. È il messaggio di fondo emerso dall'interessante incontro dal titolo "Minotauro a che punto siamo?", organizzato dal presidio Libera Luigi Ioculano, svoltosi venerdì sera in un'ex chiesa della Trinità gremita di pubblico. Qualific
Venerdì 17 giugno alle ore 21 all'ex chiesa della Trinità di Cuorgnè un incontro per fare il punto della situazione sulla criminalità organizzata in Canavese dopo l'operazione Minotauro. Il titolo della serata è "Minotauro, a che punto siamo?". Ad organizzarlo il comitato locale di Libera in collabo
TORINO. Le Poste - stando al pensiero anarco-insurrezionalista - collaboravano «con la macchina delle espulsioni» attraverso la compagnia aerea "Mistral Air" utilizzata per il rimpatrio degli immigrati clandestini. Per questo erano tra gli obiettivi della campagna "I cieli bruciano", annunciata dagl
RIVARA Il suo dipendente, presunto affiliato alla ’ndrangheta, lo assumerebbe di nuovo. Ottimo lavoratore, operaio come pochi. Nulla importa di quel passato da trafficante e quella pena per associazione mafiosa inflitta a Salvatore Pititto, ritenuto un componente della locale di Chivasso.
SALASSA Il pentito Nicodemo Ciccia fa nuovi nomi, quelli di uomini che voleva nascondere perché potevano essergli utili. Sono due imputati che, secondo i pm, sono affiliati alla locale di Salassa, la cosiddetta “bastarda”. Persone di cui finora il collaboratore di giustizia ed ex braccio d
CUORGNÈ Il pentito Nicodemo Ciccia è un fiume. Neanche alla terza udienza si esauriscono i suoi racconti sulla ’ndrangheta nel Torinese, racconti che però non sempre sono in prima persona e non sempre sono precisi. Così, mercoledì, all’appello del processo Minotauro, Nicareddu ha risposto
CUORGNÈ Minotauro non si ferma, anzi. L’inchiesta che ha messo in luce quanto la criminalità organizzata abbia saputo infiltrarsi fino ad arrivare al cuore delle istituzioni va avanti, al di là dei processi e del primo grado di giudizio. La novità dell’ultima ora è rappresentata dal fatto
CHIVASSO «Pure e petri u sapenu che simu innucenti». Anche le pietre sanno che siamo innocenti. Dietro le sbarre della maxi aula 2 del Palazzo di giustizia di Torino uno dei due fratelli Dominelli urla così, in calabrese, il suo sdegno. Dall’altra parte il pubblico indignato: «Vergogna, qu
CHIVASSO Mentre si aspetta la sentenza di primo grado per il processo ordinario, si è aperto lunedì l’appello del processo abbreviato “Colpo di coda”. Nella corte d’appello del palazzo di Giustizia di Torino il sostituto procuratore generale Antonio Malagnino, per anni magistrato della Dir
CHIVASSO È il rush finale. Il processo “Colpo di coda” sulla presunta locale di Chivasso è arrivato nella sua parte conclusiva, il dibattimento. In questa fase i pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia (Monica Abbatecola, Giuseppe Riccaboni e Roberto Sparagna) chiederanno
VOLPIANO La faida di ‘ndrangheta che ha insanguinato il Piemonte alla fine degli anni Novanta ha dei responsabili. Ieri la Corte d’assise di Torino ha condannato cinque persone per alcuni degli episodi più sanguinosi di questa guerra tra due famiglie, i Marando e gli Stefanelli, implicate
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