Meloni sul caso Almasri: "Se alcuni giudici vogliono governare si candidino"

Video Né preoccupata né demoralizzata. Giorgia Meloni non intende “mollare di un millimetro”. Essere indagata per il caso Almasri, con i ministri Nordio, Piantedosi e al sottosegretario Mantovano, per la premier, è un “danno alla nazione, che mi manda ai matti”, dice in collegamento all'evento La Ripartenza, organizzato dal giornalista Nicola Porro a Milano. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica

Papa Francesco e Milei, il primo vertice ufficiale dura tantissimo: più di un’ora. Il Presidente si scusa per gli insulti. Discutono del programma contro la crisi economica in Argentina

Il Capo di Stato regala a Bergoglio dulche de leche e biscotti al limone. In un clima che appare disteso parlano anche dei “conflitti in atto” e dell’impegno per “la pace tra le nazioni”. Fuoriprogramma di “El loco”: selfie collettivo in via della Conciliazione davanti all’ambasciata

domenico agasso

Sgarbi si dimette e attacca Sangiuliano: "Uomini che hanno dignità non accolgono lettere anonime"

Video Vittorio Sgarbi ha annunciato le sue dimissioni da sottosegretario alla Cultura. Con il ministro Gennaro Sangiuliano "non ci parliamo dal 23 ottobre, quando mi ha dato la delega per andarmi a occupare della Garisenda. D'altra parte non è che potevo sentire una persona che riceve una lettera anonima e la manda all'Antitrust. Le lettere anonime si buttano via, gli uomini che hanno dignità non accolgono lettere anonime", ha detto Sgarbi a margine dell’evento ‘La Ripartenza’, organizzato da Nicola Porro a Milano. "Le lettere anonime criminalizzano atti come questo. Sono oggetto di una persecuzione mediatica evidente su questioni inesistenti. C'è stata un'azione precisa per portarmi alle dimissioni. Ho detto che mi sarei dimesso e lo faccio quando viene riconosciuta l'incompatibilità tra conferenze, presentazioni di mostre e artisti, discorsi e il ruolo di sottosegretario. Raccontare l'arte non è in conflitto con niente e se è in conflitto c'è qualcosa di anomalo", ha aggiunto. (LaPresse)

Meloni e le Europee: “Candidarmi sarebbe importante per verificare il consenso. Finito il tempo dall’amichettismo, ora è l’Italia del merito”. E sul Superbonus: “La più grande truffa della storia”

Sull’ipotesi Bruxelles la premier ha ribadito. «Deciderò all’ultimo». E su Ferragni: «L’ho attaccata? Caso montato dalla sinistra». Sulla politica estera italiana: «Non cambia se vince Trump»

a cura di niccolò carratelli e della redazione web