Video "Mi chiamava spilungone e mi faceva tanto piacere. Ho provato a portarlo in Sicilia per le vacanze ma mi ha detto che non si sentiva. Perdo un amico, un fratello". Alessandro "Spillo" Altobelli è uno dei primi ad arrivare di fronte al cimitero di Bedizzole, in provincia di Brescia, per il funerale di Idris Sanneh, volto simbolo della trasmissione Quelli che il calcio negli anni Novanta e giornalista d'origine gambiana. Tanti connazionali, tanti africani, la moglie Mimma in lacrime e le figlie. Con loro Marino Bartoletti, amico e collega: "Mi chiedeva se ogni tanto esagerava con la sua esuberanza. Sì, ma era facile perdonarlo. Ma è questa (la sua dipartita ndr) che non gli perdono". Bandiere e magliette della Juventus riempiono il giardino del cimitero, mentre vengono recitate preghiere in arabo e letture del corano. "Per noi è stata un'icona che ha rappresentato tutto - racconta Niane Ibrahima segretario generale della Fillea Cgil di brescia e amico di Idris - sia culturalmente che politicamente. Un esempio per la nostra comunità in Italia". La cerimonia si è conclusa, per volontà della figlia Francesca Hadija, sulle note di No woman no cry di Bob Marley, brano tra i più apprezzati da Idris.
Di Andrea Lattanzi
mazzè
Alla settantatreesima edizione del Festival di Sanremo erano presenti anche alcuni volti canavesani del mondo dello spettacolo.
Non sono saliti sul palco del teatro Ariston al fianco di Amadeus, ma erano nella città dei fiori a presentare e presenzia...
l.p.
mazzèAlla settantatreesima edizione del Festival di Sanremo erano presenti anche alcuni volti canavesani del mondo dello spettacolo. Non sono saliti sul palco del teatro Ariston al fianco di Amadeus, ma erano nella città dei fiori a presentare e presenziare ad eventi collaterali esclusivi, come ad e
Video Marino Bartoletti ha voluto condividere sul suo account Instagram l'ultimo messaggio che gli è arrivato da Gianluca Vialli, scomparso lo scorso 6 gennaio per un tumore al pancreas che lo aveva colpito cinque anni fa. Ecco le righe con cui Bartoletti ha accompagnato questa testimonianza audio:
Chi può "raccontare" Gianluca Vialli meglio di quanto non possa fare lui stesso? È per questo che, per non aggiungere altre parole alle tantissime che gli sono state dedicate, ho deciso - con pudore, ma anche con consapevole affetto - di condividere con gli amici di questa pagina l'ultimo messaggio vocale che ho ricevuto da lui (poco più di in mese fa). Aiuta a capire, una volta di più, il senso della sua gentilezza, del suo coraggio, della sua generosità, persino della sua ironia che non flette neanche di fronte a quello che certamente già "sapeva". Sembra che sia lui a voler fare coraggio a me!Sono le parole di un grande Uomo che non ha mollato mai! E certamente di un grande Amico che ci ha insegnato che persino nella sofferenza si può trovare la forza di regalare un sorriso.
Nessuna novità nelle maglie del Giro d’Italia, ma non si può nemmeno parlare di solco della tradizione, perché quella dei Gran premi della montagna – in ossequio a uno sponsor – qualche anno fa da verde è diventata azzurra. Speriamo che qualcuno non abbia l’impudicizia di modificare anche