Gli ermellini sottolineano «l’analisi della situazione patrimoniale dell’imputato, le cui rilevanti disponibilità economiche sono risultate del tutto sproporzionate rispetto alla sua condizione di disoccupazione»
Andrea Scutellà
Viola Configliacco / CalusoSi è concluso giovedì 14 aprile con una condanna e due assoluzioni il processo per usura a carico di Antonio Ferranti, 53 anni, e della convivente Maria Mezzo, 47 anni, entrambi residenti a Caluso e difesi dall'avvocato Patrizia Gambino. Con loro era imputato anche Vito Ma
Andrea Scutellà / caluso«Ho chiesto il primo prestito perché avevo il vizio del gioco, con le schedine». La voce è quella di un sottufficiale dell'esercito, originario di Chivasso, che aveva come ruolo quello di capo dell'officina meccanica. Al momento è sospeso dal servizio per furto pluriaggravato
calusoÈ stato affidato l'incarico per la trascrizione delle intercettazioni del processo dei conviventi, accusati di essere due usurai insospettabili. Si tratta di Antonio Ferranti, 53 anni, e alla sua convivente, la 47enne Maria Mezzo, entrambi residenti a Caluso e difesi dall'avvocato Manuel Peret
Andrea Scutellà / calusoSi è aperto il processo per usura ad Antonio Ferranti, 53 anni, e alla sua convivente, la 47enne Maria Mezzo, entrambi residenti a Caluso e difesi dall'avvocato Manuel Peretti, arrestati il 13 gennaio 2020 dopo una brillante operazione della guardia di finanza di Torino, coor
CALUSo. All'indomani dell'arresto con l'accusa di usura di Antonio Ferranti, 50 anni, disoccupato di Caluso, che agiva con la complicità della convivente, Maria Mezzo, operatrice sanitaria, colpita dal divieto di avvicinarsi alle vittime, sono in tanti a riflettere su un fenomeno sommerso legato ai
CALUSO. I loro nomi ed i loro volti sono sconosciuti nella città del vino. Perché vivevamo modestamente, senza far trapelare nulla della loro attività e delle loro ricchezze. Agivano nell'ombra prestando soldi con tassi di usura fino al 300% a pensionati in difficoltà economiche, artigiani e piccoli
I loro nomi ed i loro volti sono sconosciuti nella città del vino. Perché vivevano modestamente, senza far trapelare nulla della loro attività e delle loro ricchezze. Agivano nell'ombra prestando soldi con tassi di usura fino al 300% a pensionati in difficoltà economiche, artigiani e piccoli imprend