Andava a combattere in Siria per l'Isis, fermata una 19enne

Video Una 19enne, nata in Kenya e residente nel milanese, è stata fermata con l'accusa di "arruolamento con finalità di terrorismo internazionale" mentre cinque giorni fa, il 30 novembre, si stava per imbarcare dall'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo) per la Turchia per poi raggiungere la Siria e andare a combattere per l'Isis, dopo un "processo di radicalizzazione". Il fermo è stato effettuato nell'inchiesta condotta dalla Digos e coordinata dalla pm di Milano Francesca Crupi e dal procuratore Marcello Viola. È stato convalidato ieri, con la custodia cautelare in carcere, dal gip Luca Milani. L'indagine era scattata ad ottobre a seguito del "costante monitoraggio degli ambienti jihadisti radicali online" che "ha consentito di individuare un profilo social aperto di video sharing, nel quale venivano pubblicati video di propaganda dal contenuto radicale in cui era ritratta una donna con indosso il niqab, poi identificata nella giovane kenyota".

Inchiesta dossier, Ronzulli: "Mai fatto richiesta di dossier a Enrico Pazzali. Tutto questo è un verminaio"

Video "La procura ha preso atto che non ho mai fatto richiesta di dossier a Enrico Pazzali" così la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli dopo essere stata ascoltata per un'ora e mezza dal procuratore di Milano Marcello Viola e dal pm Francesco De Tommasi in merito all'inchiesta sui dossieraggi. "Trovo che questo sia un verminaio inqualificabile, credo che bisognerà fare qualcosa dal punto di vista legislativo" ha concluso l'esponente di Forza Italia

Arresti ultras, il procuratore di Milano Viola: "Tra le due tifoserie accordo di non belligeranza inserito in contesto di 'ndrangheta"

Video "Quello che è emerso, e che è stato anche detto in conferenza stampa, è che tra le due tifoserie c'era un accordo di non belligeranza: molti dei problemi venivano risolti attraverso intese": così il procuratore di Milano Marcello Viola a margine della conferenza stampa sull'arresto dei vertici delle curve di Inter e Milan. "C'era anche uno scopo di profitto che accomunava le due tifoserie - aggiunge Viola - era chiave per la risoluzione dei problemi. Era interesse di tutti tenere la situazione tranquilla. Vi sono state pressioni sui bagarini perchè il controllo doveva essere assoluto" ha chiuso il procuratore.