Svolta nell’inchiesta sulla scomparsa di Kata, 5 indagati tra cui due zii: “Sono usciti dall’ex hotel Astor con grossi borsoni e trolley”
La bambina è sparita nel nulla lo scorso 10 giugno a Firenze
La bambina è sparita nel nulla lo scorso 10 giugno a Firenze
La circolazione tra Bologna e Firenze ora è tornata normale. A trovarlo gli investigatori della Digos fiorentina e della Polfer toscana
Firenze, dopo due mesi il sequestro della piccola peruviana resta un mistero
grazia longoLa bimba è stata rapita quasi due mesi fa, il 10 giugno scorso. Perquisiti i genitori, prese memorie dai telefoni
grazia longoIl casoGiuseppe LegatoL'giuseppe legatoL'ex senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri, il grande amico di Silvio Berlusconi, beneficiario (da quest'ultimo) di un maxi-lascito testamentale da 30 milioni di euro, lo stesso che negli anni Settanta portò all'ex premier nella villa di Arcore il mafioso
Le perquisizioni della Procura di Firenze e le indagini per le stragi di mafia del 1993 mi riportano indietro di decenni. L’amico fraterno di Silvio Berlusconi non era già stato arrestato e condannato?
enrico deaglioLa nomina del Procuratore di Firenze si era caricata di forti significati politici, per le inchieste su politica e mafia
GIUSEPPE SALVAGGIULOFondamentali le analisi scientifiche delle telecamere, che avrebbero ripreso alcuni rumori riconducibili al rapimento
I controlli, appena conclusi, hanno rivelato che l’oggetto sospetto è un pacco batterie per la ricarica di microcar elettriche
La madre della bimba scomparsa il 10 giugno: «Voglio credere che sia ancora viva». Ritrovato un cellulare in un cassonetto all’esterno della struttura
Grazia LongoLe indagini a Firenze proseguono in più direzioni ma della piccola non c’è alcuna traccia
Grazia LongoDa sette giorni nessuna notizia della bambina di cinque anni. Il padre ascoltato dagli inquirenti «I vicini di casa sono informati». La bimba sarebbe stata rapita per regolare i conti tra famiglie. E c’è chi dice: «Ora è in Germania»
Grazia LongoIl 27 maggio 1993 l’esplosione . A Firenze c’è un’inchiesta ancora aperta: caccia ai mandanti occulti esterni alla mafia
GIUSEPPE LEGATOGiuseppe LegatoAll'inizio, poco dopo l'1,04 del 27 maggio 1993, quasi d'istinto, si pensò: «È una fuga di gas». Troppo forte il botto, troppi danni, troppe vittime. E perché mai a Firenze, a due passi dagli Uffizi, sarebbe dovuto accadere qualcosa di diverso da questo? Da una sciagura? Da una tragic
Video Il favoreggiatore della mafia stragista, Salvatore Baiardo, ha parlato della foto che ritrae Silvio Berlusconi, il boss Giuseppe Graviano e il generale dei carabinieri Francesco Delfino anche con Report, in onda su Rai 3 e su Raiplay.it, confermando di fatto ciò che aveva detto a Massimo Giletti. Baiardo si è dunque vantato con due giornalisti di avere la foto scattata nella primavera del 1992 attorno alla quale adesso ruota la nuova inchiesta della procura di Firenze. È un'immagine che metterebbe insieme la mafia stragista e la politica.
Il fiancheggiatore della latitanza dei fratelli Graviano torna a parlare a Report dell’esistenza di questa immagine e aggiunge particolari esclusivi: le foto sarebbero tre, e a scattarle sarebbe stato proprio lui, Salvatore Baiardo, nei pressi del lago d’Orta.
Dell’esistenza di questa immagine, racconta Baiardo, è a conoscenza anche Paolo Berlusconi, il fratello dell’ex premier. Il favoreggiatore dei boss a gennaio 2011 si è presento da Paolo Berlusconi in via Negri a Milano e gli avrebbe mostrato una vecchia polaroid con l’immagine dei tre personaggi. Il fratello dell’ex premier quando Baiardo si è allontanato dal suo ufficio avrebbe protestato con gli agenti della sua tutela sulle richieste fatte dall’uomo. Chiamato dai pm fiorentini si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Si potrebbe dunque trattare della stessa foto che Massimo Giletti racconta di aver visto ai magistrati di Firenze, Luca Turco e Luca Tescaroli, che indagano sul ruolo di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri rispetto le stragi del 1993.
Le parole di Baiardo registrate da Report sono rilevanti, perché incrociano le dichiarazioni intercettate dagli investigatori e la testimonianza di Giletti, al quale l’editore di La7, Urbano Cairo, ha chiuso improvvisamente la trasmissione televisiva mentre aveva in scaletta la preparazione di servizi giornalistici proprio su questi fatti.
Se questa immagine fosse vera, potrebbe provare accordi e conoscenze di Berlusconi, sempre negati, con Graviano, ancor prima delle stragi di Falcone e Borsellino.
di Lirio Abbate
Indagati anche due monorenni. I fatti risalgono al periodo 28 agosto-28 dicembre scorsi, nei tratti tra San Piero a Sieve e Firenzuola
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