Mauro Giubellini/ prascorsanoIl coraggio di Piero Rolando Perino, giovane sindaco del piccolo Comune altocanavesano, che martedì mattina davanti a telecamere e taccuini dei giornalisti ha dichiarato «Giustizia è fatta», riferendosi allo sgombero delle ville sequestrate nel 2016 e confiscate nel 2017
CUORGNE'Dopo un primo "no" nell'autunno scorso da parte della neo insediata amministrazione Cresto gli immobili di via Salgari confiscati alla criminalità organizzata sono ora di proprietà del Comune di Cuorgnè. Inizialmente la giunta riteneva la riconversione a fini sociali troppo onerosa per le ca
CUORGNÈA finire nel mirino dei vandali, durante le vacanze di Carnevale, a marzo, è stato l'auditorium al quarto piano dell'ex Manifattura. I malintenzionati si sono "divertiti" a banchettare nel foyer ed a svuotare gli estintori rendendo, in questo modo, inagibile il centro congressi. Il raid è avv
Mauro Giubellini / cuorgnÈFine anno, tempo di bilanci anche per la nuova amministrazione di Cuorgnè al fatidico giro di boa dei primi cento giorni di governo della città delle due torri. Cento giorni, in sintesi, vissuti sulle ali dell'entusiasmo per una sofferta e meritata vittoria elettorale e alm
CUORGNÈ Non accennano a smorzarsi i toni attorno all'acquisizione a titolo gratuito da parte del Comune degli immobili confiscati alla criminalità organizzata, una villa e tre appartamenti di proprietà del boss dell'ndrangheta Giovanni Iaria, scomparso nel 2013, ubicati in via Salgari. In prima ista
CUORGNÈ Sulla spinosa vicenda relativa agli immobili confiscati al defunto boss della 'ndrangheta Giovanni Iaria che sta animando il dibattito politico all'ombra delle due torri ma non solo, interviene anche il circolo Pd Alto Canavese. «Come circolo, in linea con quanto l'impegno di tutta la nostra
Cuorgnè, Pieruccini attacca la sindaca Cresto: «Sull’attività del nostro gruppo sui social nessuna intimidazione»
chiara cortese
Si riapre la partita relativa agli immobili confiscati alla criminalità organizzata siti in via Salgari, una villa e tre appartamenti di proprietà del defunto boss della 'ndrangheta Giovanni Iaria. Durante la Conferenza dei servizi di mercoledì 17, il nuovo prefetto di Torino, Raffaele Ruberto, si è
CUORGNÈ Si riapre la partita relativa agli immobili confiscati alla criminalità organizzata siti in via Salgari, una villa e tre appartamenti di proprietà del defunto boss della 'ndrangheta Giovanni Iaria. Durante la Conferenza dei servizi svoltasi mercoledì 17 novembre, il nuovo prefetto di Torino,
CUORGNÈ Continua a tenere banco, all'ombra delle due torri ma non solo, la decisione del Comune di Cuorgnè di non acquisire al proprio patrimonio a titolo gratuito dall'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, ritenendo tro
CUORGNÈ Non saranno acquisiti al patrimonio del Comune di Cuorgnè gli immobili confiscati alla criminalità organizzata siti in via Salgari. Si tratta di più unità immobiliari, per la precisione una villa e tre appartamenti, di cui 2 liberi ed uno occupato, di proprietà del defunto boss della 'ndrang
Giovanni Iaria è morto nel febbraio del 2013, in un ospedale di Asti, a 65 anni, dov'era stato trasferito da qualche giorno dal carcere dov'era rinchiuso, per il progressivo aggravarsi delle condizioni salute. Nell'inchiesta Mimoytauro c'era finito per voto di scambio (416 ter) per il quale, con ri
La Corte d’appello ha ribaltato la sentenza di primo grado che aveva confiscato beni per nove milioni di euro in immobili
Giovanni Iaria era stato condannato in primo grado in uno dei tronconi del processo Minotauro ed era morto prima dell’Appello. Per la Corte d’Appello il decreto di confisca non ha chiarito a sufficienza i contatti dell’uomo con le cosche
SALASSA Il pentito Nicodemo Ciccia fa nuovi nomi, quelli di uomini che voleva nascondere perché potevano essergli utili. Sono due imputati che, secondo i pm, sono affiliati alla locale di Salassa, la cosiddetta “bastarda”. Persone di cui finora il collaboratore di giustizia ed ex braccio d
CUORGNÈ Il pentito Nicodemo Ciccia è un fiume. Neanche alla terza udienza si esauriscono i suoi racconti sulla ’ndrangheta nel Torinese, racconti che però non sempre sono in prima persona e non sempre sono precisi. Così, mercoledì, all’appello del processo Minotauro, Nicareddu ha risposto
CUORGNÈ L’obiettivo dei presunti ’ndranghetisti era il controllo delle attività con la violenza, da eseguire secondo una gerarchia rigida. È emerso dai racconti del pentito Nicodemo Ciccia, lunedì pomeriggio, al palazzo di giustizia di Torino, dove’è in corso il processo d’appello Minotaur
TORINO Tutto fatto per favorire amici e avere un tornaconto elettorale. È il filo rosso che, secondo la procura, lega i reati compiuti nello scandalo Sanitopoli emerso nel maggio 2011. Ora il processo si avvia alla fine. Mercoledì i pm Stefano Demontis e Paolo Toso hanno chiesto le condann