Video I legali di Ilaria Salis hanno definito «corretta» la decisione della Commissione giustizia del Parlamento europeo che ha bocciato per un voto la revoca dell’immunità a Ilaria Salis. "Non si poteva ignorare la situazione in Ungheria in materia di Stato di diritto", hanno spiegato gli avvocati Mauro Straini e Eugenio Losco. Che hanno ribadito la richiesta di un processo in Italia, come sta avvenendo per vicende analoghe in Germania. La decisione definitiva è attesa il 7 ottobre, quando si dovrà pronunciare il Parlemento di Strasburgo. LEGGI
Respinta dalla Commissione affari giuridici del Parlamento europeo la richiesta del governo di Budapest di revocare l’immunità dell’eurodeputata. Ora la parola definitiva passa alla Plenaria che si riunirà e voterà ai primi di ottobre
MARCO BRESOLIN, ANDREA SIRAVO
Video Dieci condanne con pene da 1 anno e 6 mesi a 4 anni e 7 mesi e un'assoluzione. E' stata questa la sentenza che ha chiuso il processo di primo grado a carico di 11 imputati anarchici per il corteo dell'11 febbraio 2023 a Milano a sostegno di Alfredo Cospito. Resistenza aggravata, danneggiamento e travisamento erano le contestazioni. "Le pene sono sicuramente eccessive. A mio parere, poi, la responsabilità di alcuni degli imputati non è stata raggiunta nel corso del procedimento. LA sentenza verrà mpugnata per tutti gli imputati. Non si è tenuto conto del contesto e del contatto limitato con le forze dell'ordine", ha detto l'avvocato Eugenio Losco, che con il legale Mauro Straini difende gli imputati.
Il mistero della messa in mora: «Non abbiamo ricevuto nulla». Ecco perché il blitz della Regione è un’operazione politica
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Salis è entrata rapidamente tra giornalisti e il gruppo dei suoi amici, fra i quali anche Zerocalcare, che l'attendevano all'esterno del tribunale
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Salis: «I poliziotti mi hanno fatto i complimenti per il mio ungherese». Oggi in aula testimonierà uno degli aggrediti
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Video "Venerdì prossimo sentiremo i primi testimoni e una delle presunte persone offese. Si tratta di un processo molto delicato perché Ilaria in concreto rischia una pena molto elevata (24 anni, ndr)" per "un'accusa che non ritiene giusta". Così l'avvocato Eugenio Losco, legale di Ilaria Salis. "Poi c'è la possibilità, che avevamo già avanzato, di ottenere il trasferimento dell'esecuzione di questa misura non detentiva (gli arresti domiciliari, ndr) in Italia - aggiunge il legale -, come previsto da una normativa europea recepita anche in Ungheria. Avanzeremo tra un po' anche questa richiesta e ci vorrà un avallo del governo italiano che dovrà fornire delle raccomandazioni alle autorità ungheresi".
Accolto dal tribunale di seconda istanza ungherese il ricorso presentato dai legali di Ilaria Salis che può, quindi, uscire dal carcere e andare ai domiciliari
L’attivista detenuta a Budapest con Verdi e Sinistra. La premier: lavoriamo sulla vicenda, ma politicizzare non aiuta
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Dopo 13 mesi di carcere in Ungheria, il racconto della nuova udienza finita con il no ai domiciliari
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Video Parla l’avvocato di Ilaria Salis, Eugenio Losco: “Ricorreremo contro decisione, ma sappiamo già che è inutile” dice il legale che accusa il tribunale di lentezza: “C’è stato un impedimento tecnico e non si è potuto procedere, si poteva fare una pausa e risolvere il problema, ma non è stato fatto. A questo punto faremo di tutto per farlo procedere almeno nel modo più veloce possibile. “. La motivazione della negazione dei domiciliari è sempre la gravità dei fatti, secondo l’accusa e la legge ungherese che prevede una pena fino a 24 anni per i reati contestati a Salis: “Questo è però inaccettabile - dice Losco - visto che non specificano i motivi per cui ci sarebbe un pericolo di fuga, dato che era stato predisposta anche la possibilità di poter trascorrere i domiciliari qui a Budapest” dice l’avvocato che però lamenta come “di fronte a questo tipo di atteggiamento del tribunale non si può fare nulla, ritenteremo, ma sarà inutile”
di Giuliano Foschini
Amici e legali minacciati a Budapest prima dell’udienza. Anche Zerocalcare bersaglio di un gruppo di estremisti di destra: «Ci hanno ripreso con i telefonini»
niccolò zancan
Per il giovane di 23 anni rinviata la decisione. Si domanda di valutare una misura alternativa al carcere a Budapest. Una risposta arriverà entro il 28 marzo
monica serra
Video Gabriele Marchesi, indagato in Ungheria come Ilaria Salis per l’aggressione di due militanti neonazisti a Budapest un anno fa, rimane per ora ai domiciliari in Italia e non viene consegnato alle autorità ungheresi, come era stato richiesto attraverso un mandato di arresto europeo. La Corte d’appello ha invece chiesto di valutare “se è possibile applicare una misura diversa”, come appunto i domiciliari nel nostro Paese, spiegano gli avvocati Mauro Straini e Eugenio Losco. “C’è un parallelismo con la vicenda di Ilaria Salis perché questa possibilità di sostituzione indicata dalla Corte è la stessa che permetterebbe a Salis di ottenere i domiciliari in Italia, come noi continuiamo a chiedere. È possibile una rivalutazione nei suoi confronti”. Prossima udienza il 28 marzo.
di Rosario Di Raimondo
Il padre della donna detenuta a Budapest: «Nessuna iniziativa, ma non credo che la causa di ciò sia l’amicizia Meloni-Orbàn»
Niccolò Zancan
Oggi il padre dell’insegnante detenuta in catene incontra Nordio e Tajani. Corsa contro il tempo per presentare un piano a Budapest
LODOVICO POLETTO