Video Un edificio industriale e un'autocisterna presso la raffineria di petrolio di Bazan, nella citta' settentrionale di Haifa, sono stati colpiti da detriti provenienti da un missile intercettato, secondo quanto riferito dai vigili del fuoco israeliani. Lo scrivono i media internazionali. Non e' ancora chiaro se il missile sia stato lanciato dall'Iran o dai terroristi di Hezbollah, gruppo sostenuto dall'Iran e presente in Libano. Non si segnalano vittime. I vigili del fuoco affermano che un missile ha colpito direttamente un'autocisterna parcheggiata all'interno del complesso industriale, provocando una densa colonna di fumo dal tetto di una struttura vicina. I pompieri sono attualmente impegnati a impedire che l'incendio si propaghi ad altre aree e a cercare eventuali persone intrappolate. Il Ministro dell'Energia Eli Cohen ha dichiarato che non ci sono stati danni agli impianti di produzione e che la fornitura di carburante non subira' interruzioni.
L'archivio di Eli Cohen, l'agente che fece vincere la guerra dei Sei Giorni, torna a Gerusalemme
Liveblogging Trump: «Presto liberi o sarà l'inferno». A Gaza 45 mila i morti. Hamas: «Colloqui positivi, accordo possibile»
A CURA DI NELLO DEL GATTO E DELLA REDAZIONE WEB
Liveblogging Raid di Tel Aviv anche a Tulkarem: uccisi 4 palestinesi
A CURA DELLA REDAZIONE
Da mesi il governo Meloni aveva fatto sapere di non gradire l’indicazione. Della questione si è interessato anche Mattarella. Ora Kashriel è stato riassegnato in Ungheria.
ilario lombardo
È stato sindaco di Ma’ale Adumim per 31 anni e ha portato la città a risultati senza precedenti e a una crescita incredibile
nello del gatto
L’arrivo di Blinken segna l’ultimo tentativo per fermare un conflitto totale. Disponibilità, bugie, resistenze sotto il tavolo: Stati, terroristi e poteri opachi si siedono attorno a un tavolo segreto per ridisegnare gli equilibri mondiali
Lucia annunziata
La gioia delle prime ore in libertà tra le famiglie riunite che ora lanciano un appello. «Non festeggeremo fino al ritorno dell'ultimo prigioniero, fate pressione sui terroristi»
fabiana magrì
Liveblogging Tra gli ostaggi rilasciati anche una donna ritenuta morta. OMS preoccupata per sorte del direttore ospedale al-Shifa. Israele: «Una breve pausa, poi altri due mesi di guerra»
a cura della redazione
Battaglia degli ospedali, fossa comune nel compound di Al-Shifa
fabiana magrì
Liveblogging I morti a Gaza sono 10mila. Caccia israeliani su Beirut. Meloni: «Inquietanti segnali di antisemitismo». A Rafah il passaggio di stranieri e aiuti umanitari. Tajani: «Ipotesi transizione simile a Unifil in Libano». «Attentato ad Abu Mazen», ma la notizia viene smentita
Liveblogging Hamas chiama alle armi i palestinesi della Cisgiordania rifiutando cessate il fuoco e scambio di prigionieri. Meloni: «Astensione all’Onu per evitare l’escalation». In migliaia manifestano a Londra per il cessate il fuoco
a cura della redazione
Il capo dell’Onu: «Gli attacchi non sono arrivati dal nulla». Macron: «Evitare l’escalation»
nello del gatto
Liveblogging A Gaza sale il numero dei morti, ma c’è solo la cifra fornita da Hamas. Secondo il “Ministero della sanità di Gaza” sarebbero 5700 i palestinesi uccisi nella Striscia. Colpito un mercato nel sud di Gaza. Tajani: «Gli italiani sono 14, cerchiamo di farli uscire»
a cura della redazione
Il capo del servizio dei portavoce ammette che il commissario per l’Allargamento ha postato messaggi sui social media senza aver consultato nessuno. Quindi il chiarimento: «Nessuna sospensione fino a fine revisione, e aiuti umanitari non in discussione»
emanuele bonini
Mercoledì il ministro Tajani incontrerà il presidente Al Sisi: «Gli chiederò di fare in modo che non ci sia una escalation»
federico capurso
Gerusalemme non è più nell’organizzazione dal 2019. Gli Usa al lavoro per normalizzare i rapporti tra Arabia Saudita e Gerusalemme
Il colloquio è avvenuto a Roma nei giorni scorsi. Doveva restare segreto ma è stato svelato dal ministro israeliano
Video La notizia dell'incontro segreto a Roma tra la ministra degli Esteri Najla Al Mangoush con il suo omologo israeliano Eli Cohen ha scatenato forti proteste a Tripoli. Già nella tarda serata sono stati segnalati, in vari quartieri di Tripoli, scene di pneumatici bruciati, bandiere d'Israele date alle fiamme e gente in strada per chiedere le dimissioni di Mangush. Intanto il primo ministro del governo di Tripoli, Abdelamid Dbeibah ha sospeso a titolo precauzionale la ministra degli Esteri e l'ha denunciata per avviare indagini penali sul suo conto.
Proteste di piazza a Tripoli contro Najla Al Mangoush, bruciate bandiere di Israele