l'intervistaandrea malagutiMatteo Renzi ha scassato tutto, senza ottenere niente. E lo ha fatto perché la sua natura gli impedisce di far parte di un gruppo senza esserne il Capo e l'idea di dover mediare con un premier diverso da sé gli sembra banalmente irricevibile. Questo in premessa, poi c'è la
ROMA Il Senato approva la riforma elettorale, che torna alla Camera per la terza lettura: che nelle intenzioni del premier Matteo Renzi dovrebbe essere quella definitiva. Non partecipano però al voto 24 senatori della minoranza del Pd che, pur contestando l’Italicum, evitano almeno un voto
BSR GRUGLIASCO Del Boccio, Guerrieri, Vadalà (dal 30’ s.t. Vitobello), Bertello (dal 30’ s.t. La Malva), Marmo, Cedro, Trentinello, De Lisi (dal 43’ s.t. Angeielli), Lancianese, La Saponara, Palmieri. A disp. Orsini, Giuliacci, Zanirato, De Petris. All. Fagnino. IVREA Bastianelli, Mazzone,
VOLPIANO (4-3-1-2) Ignazzi; Lamce (10’ st Talloru), Filoni, Di Benedetto, Zaccarelli; Valsecchi, Parente, Taramino; Menabò (8’ st Amoruso); Santoro, Mascolo (1’ st D’Agostino). A disp.: Ignazzi, Francone, Salvitto, Nuccio. All. Giuseppe Argentesi. GRUGLIASCO (4-4-2) Del Boccio; Guerrieri,