Negati i fondi per il film su Regeni, Serra: "Scelta smaccatamente politica"

Video "Il docufilm sulla storia di Giulio Regeni non era abbastanza patriottico da meritare i finanziamenti da parte della Commissione del Ministero della Cultura? Se tra i criteri era previsto un contributo all'identita' italiana, si vede che la storia di Giulio Regeni non e' stata ritenuta abbastanza italiana", ha osservato con ironia Michele Serra, al termine di una serata all'Anteo Palazzo del Cinema, dove ha moderato un incontro con i genitori del ricercatore, Paola Deffendi e Claudio Regeni, l'avvocata Alessandra Ballerini e l'autore del docufilm Emanuele Cava. "Un tentativo di censura? Non direi", ha aggiunto lo scrittore. "Si tratta piuttosto di una scelta smaccatamente politica che, oltre questo documentario, ha escluso anche altre opere perche' giudicate di sinistra. Per esempio, neanche l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci e' stata finanziata".

Trentini, i genitori di Regeni: "Alberto è vivo, ma sentiamo il dolore: lottiamo per liberarlo"

Video I genitori di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso al Cairo nel 2016, parlano per la prima volta del rapporto con la famiglia di Alberto Trentini, il cooperante detenuto in Venezuela da dieci mesi. "Sanno che loro figlio è vivo, ma noi sentiamo il loro dolore e il dovere di fare qualcosa per loro, ci mettiamo al servizio della loro causa perché sia liberato: - dicono Paola e Claudio Regeni da Gradisca d'Isonzo, ospiti del festival dedicato al figlio Giulio - Facciamo tutti il nome di Alberto, tutti quelli che possono fare qualcosa facciano qualcosa". A dieci anni dall'"ultima estate passata con nostro figlio", raccontano Paola e Claudio Regeni, entro la fine dell'anno si dovrebbe concludere il processo per la morte del ricercatore. "Per noi sarà un punto di arrivo, poi continueremo a impegnarci per le cause che lo richiedono".di Matteo Macor

A Fiumicello con i genitori e gli amici di Giulio Regeni, da Pif a Schlein: "Non staremo mai zitti"

Video A nove anni dal sequestro, la tortura e l'uccisione di Giulio Regeni, il ricercatore italiano morto al Cairo dopo essere finito nelle carceri dei servizi segreti egiziani, la famiglia lo ha ricordato nella sua Fiumicello, in provincia di Udine. Con loro tutta l'ampia comunità che in questi anni ha rilanciato l'importanza del rispetto dei diritti umani: amici, concittadini, ma anche Elly Schlein, Roberto Fico, Gianni Cuperlo, Lella Costa, Pif, Elena Cattaneo, Gherardo Colombo. In attesa della sentenza del processo, Matteo Macor ha incontrato per Metropolis Paola e Claudio Regeni, che dicono: "Un po' di verità l'abbiamo raggiunta, ora ci manca la giustizia".

I genitori di Giulio Regeni: "Il processo ci fa rivivere il nostro dolore, ma ci darà giustizia"

Video A nove anni dall'assassinio del figlio, Paola e Claudio Regeni parlano a Repubblica dalla loro Fiumicello, dove ogni 25 gennaio si ricorda il sequestro, la tortura e la morte del ricercatore italiano in Egitto nel 2016. “Ci dicevano non si arriverà a nulla, e invece siamo qui, in quello che sarà un anno importantissimo: l’anno della verità e della speranza”, spiegano il loro stato d'animo. Insieme "la fatica per il processo, che ogni giorno di fa ritornare ai giorni in cui abbiamo preso la batosta", ma anche "la speranza e la vicinanza di tanti". La stessa che i genitori Regeni mandano alla famiglia di Alberto Trentini, il cooperante scomparso in Venezuela da due mesi: "Lo aspettiamo a casa, sano e salvo". di Matteo Macor

Metropolis/487 - Regeni, i genitori contro il governo: "Nessun incontro con l'ambasciatore, Tajani da a Al Sisi quasi a scusarsi"

Video "Abbiamo un governo che non è stato neanche in grado di dire all'ambasciatore egiziano di incontrarci". Da Fiumicello, il paese di Giulio Regeni, i genitori del  ricercatore italiano rapito e ucciso al Cairo nel 2016 tornano sulle "promesse mancate" della politica sulla vicenda del figlio.    In occasione dell'ottavo anniversario della scomparsa, e in vista del via al processo ai quattro ufficiali dei servizi segreti egiziani imputati nel procedimento sulla morte di Giulio, al via il prossimo 20 febbraio, Paola e Claudio Regeni attaccano "un governo ci ha fatto sapere l'Egitto e Al Sisi avrebbero collaborato al cento per cento, ma alle nostre continue richieste di incontrare l'ambasciatore egiziano a Roma non sono mai arrivate risposte, anzi". "Ai primi di ottobre, dopo il via libera al processo della Corte, il nostro ministro degli Esteri Tajani ha addirittura avvertito Al Sisi della scelta della Corte. L'Italia che avverte l'Egitto, quasi come a scusarsi, perché non è riuscita a fermarci".    intervista di Matteo Macor

Metropolis/341 - Regeni, a Milano il "popolo giallo" di Giulio: "Ne va della dignità del nostro Paese"

Video Nel giorno dell'udienza del processo sulla morte di loro figlio Giulio, che ha rinviato la decisione in Cassazione, parlano Paola e Claudio Regeni, e i tanti che ne supportano la causa. Da Milano, dove si è tenuto a Palazzo Marino con la Filarmonica della Scala un concerto a sostegno della ricerca di verità e giustizia, l'appello porta le firme tra i tanti del sindaco Beppe Sala, dell'ex presidente della Camera Roberto Fico, della figlia di Gino Strada Cecilia, di Nando Dalla Chiesa.   "Ci dicono che la giustizia non si troverà mai, ma serve andare avanti per noi stessi, per la dignità del nostro Paese, per uno Stato che dovrebbe mettere davanti agli affari i diritti umani". Per Metropolis c'era Matteo Macor.   GUARDA TUTTA LA PUNTATA   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

I genitori di Giulio Regeni: "Processo in Italia per i quattro imputati. Dai governi solo silenzi"

Video Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, il ricercatore italiano ucciso al Cairo nel 2016, rilanciano la loro battaglia per ottenere verità e giustizia per la morte del figlio. E da Milano, dove ieri si è tenuto a Palazzo Marino un concerto a sostegno della causa, danno l'appuntamento per questa mattina a Roma, dove in piazzale Clodio è in programma una nuova udienza del processo. "Ci dicono che la verità non si troverà mai", dice la madre di Giulio, "ma noi andremo avanti finché non avremo dato pace a Giulio. Per noi e per la dignità del nostro Paese". Servizio di Matteo Macor

Regeni, legale famiglia: "Il processo inizi il prima possibile e in Italia"

Video "Noi siamo sempre più convinti e determinati, dopo aver anche ascoltato le parole del procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, che il processo per il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio Regeni vada fatto in Italia e debba iniziare il prima possibile". Così l'avvocata Alessandra Ballerini, insieme a Paola Deffendi e Claudio Regeni, genitori di Giulio, al termine dell'udienza davanti al gup di Roma nel processo nei confronti dei quattro 007 egiziani imputati per l'omicidio del ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso in Egitto nel 2016. "Nessuno vuole negare il diritto di difesa a queste quattro persone, ma che vengano, si facciano processare e si difendano". La Procura di Roma ha chiesto l'intervento della Consulta per sbloccare il processo. Il procedimento è stato aggiornato al 31 maggio. Video di Luca Pellegrini