Metropolis/324 Live - "VedRai, vedRai". Perché Meloni vuole cambiare la Carta e la tv. Con Ainis, Fratoianni, Mastella e Sisto

Video "Nell'interesse della Rai rimetto il mandato". L'ad Carlo Fuortes si dimette, come previsto. Ma, dice, non andrà al San Carlo a sostituire Lissner, fatto fuori dalla nuova legge che toglie agli over 70 e agli stranieri la direzione degli enti lirici. Fuortes ha ricevuto pressioni? Come si muove l'esecutivo sulle nomine Rai ma non solo. Attesa per l'incontro sulle riforme tra Meloni e l'opposizione. Chi vuole davvero il presidenzialismo e perché torniamo a parlarne? Dopo gli attacchi su Kiev e Odessa, i russi denunciano massicci bombardamenti nella regione russa di Belgorod.
  Sono con noi: il costituzionalista Michele Ainis, Clemente Mastella, il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni. Da Montecitorio, Gabriele Rizzardi. Con i sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo. In studio con Gerardo Greco: Flavia Perina e Serenella Mattera.   Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica

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Il Consiglio dei Ministri ha varato ieri sera quello che oramai viene chiamato il "Decreto Fuortes" che fa riferimento a "disposizioni urgenti in materia di amministrazione di enti pubblici e società, di termini legislativi e di iniziative di solidarietà sociale". Con questo emendamento, si introduc

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il retroscenaIlario Lombardo / roma«Le piacerebbe!». Questa la reazione, risentita e sarcastica, quando in Cgil commentano la nota pubblicata ieri da Giorgia Meloni, e quel passaggio in particolare: «Se Maurizio Landini pensa davvero che sia diseducativo lavorare il primo maggio, allora il concerto

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il casoAntonio Bravetti / Roma«Andrà fatta una riflessione sulla gestione della Rai». Matteo Salvini si mette nella scia di Fratelli d'Italia. Il vicepremier, come il partito di Giorgia Meloni nei giorni scorsi, chiede di cambiare i vertici della tv pubblica. Nonostante ascolti record, è ancora batt

Sanremo 2023, l'ambasciatore ucraino sul messaggio di Zelensky: "Nessuna censura, la cultura non può stare fuori dalla politica in tempo di guerra"

Video "Si è parlato di censura, condizionamenti, condizionamenti sul testo: è tutto assolutamente non fondato". Così l’ad Rai Carlo Fuortes interviene in conferenza stampa a Sanremo sulle polemiche che hanno accompagnato la notizia dell’intervento del presidente ucraino Zelensky nella serata finale del Festival.   Partecipazione che avverrà attraverso la lettura di un suo messaggio da parte di Amadeus, e che è lo stesso ambasciatore ucraino in Italia Yaroslav Melnyk a spiegare: "È una occasione per ringraziare tutto il popolo italiano per il sostegno che abbiamo ricevuto fin dai primi giorni della guerra su vasta scala della Russia - spiega in conferenza stampa - Apprezziamo questa vicinanza in questo momento tra i più duri della nostra storia. Per quanto si voglia la cultura non può stare fuori dalla politica, soprattutto in tempo di guerra. I programmi musicali sono anche una piattaforma per lanciare importanti temi politici e sociali, come hanno dimostrato gli interventi in questo Festival". E conclude: "Ringrazio ancora una volta Amadeus che ha accettato di leggere il messaggio del nostro presidente, che ha deciso di arricchirlo con un messaggio musicale dall'Ucraina". Video di Giulia Destefanis