L’ambasciatrice ha fatto carriera diventando una paladina del caos. Alla corte del Cremlino i giullari non hanno il compito di enunciare verità ma di compiacere e intrattenere lo Zar, anche al prezzo della diplomazia
Video Nel primo anniversario della tragedia del 1° novembre 2024, la Serbia ricorda le 16 vittime del crollo della tettoia della stazione ferroviaria di Novi Sad. Migliaia di persone si sono radunate in piazza e davanti alla stazione per deporre fiori e accendere candele. Alle 11.52, l’ora dell’incidente, sono stati osservati sedici minuti di silenzio. L’omaggio collettivo rinnova anche la protesta contro la corruzione e il controllo dei media attribuiti al governo di Aleksandar Vucic.
Al summit Sco il presidente cinese abbraccia gli alleati del Sud globale: «Non siamo più la maggioranza silenziosa». Lo Zar: «Risposta alla rimilitarizzazione Ue». L’India si accosta dopo i dazi al 50% di Trump. Resta l’incognita su Kim
I bosniaci ricordano quello che i serbi si ostinano a negare: «Ci chiamavano turchi». Ma i corpi delle vittime emergono ancora: altri sette sepolti ieri, nel trentennale
Tra gli invitati Luiz Inacio Lula da Silva, presidente del Brasile che, come Cina e Russia, fa parte dei Paesi Brics. Quello di Cuba, Miguel Diaz-Canel e dall’area dell’America Latina ancora Nicolas Maduro, presidente autoritario del Venezuela
Liveblogging Xi arriva a Mosca per colloqui con Putin e partecipazione a parata. Attacco russo a Kiev, due morti e sette feriti
A CURA DELLA REDAZIONE
Video Decine di migliaia di serbi hanno protestato fino a notte nella città centrale di Kragujevac in una delle più grandi manifestazioni contro il governo da quando sono iniziate le proteste regolari tre mesi fa. Gli studenti, che hanno protestato coinvolgendo la cittadinanza, protestano da mesi per la morte di 15 persone nel crollo di una stazione ferroviaria recentemente ristrutturata il 1° novembre. L’accusa è che il crollo sia causato da lavori di scarsa qualità dovuti alla diffusa corruzione nel paese. Le dimostrazioni sono diventate la più grande minaccia alla presa di potere decennale del presidente Aleksandar Vucic che da due settimane è dimissionario. Gli studenti chiedono alle autorità di pubblicare i documenti relativi al crollo del tetto della stazione, giustizia per i responsabili, l'archiviazione delle accuse contro gli studenti che protestano e un aumento del budget per l'istruzione superiore.
Video Decine di migliaia di studenti e cittadini hanno manifestato nella città di Kragujevac, nella Serbia centrale, in un'altra grande manifestazione contro il governo a seguito del mortale disastro ferroviario di novembre. Da tre mesi dall’incidente in cui 15 persone sono morte per il crollo di un tetto in una stazione ferroviaria appena ristrutturata nella città di Novi Sad, le dimostrazioni di massa sono diventate il più grande movimento di protesta della Serbia da anni - imponente quella di Novi Sad due settimane fa - e la minaccia più forte alla presa del potere decennale del presidente populista Aleksandar Vucic costretti due settimane fa alle dimissioni. Gli studenti trovano il sostegno di molte persone stanche di corruzione e nepotismo all'interno del governo di Vucic.
Il ministro Tajani: “Integrazione graduale a partire da migranti e cybersicurezza”
Liveblogging Ucciso in battaglia un ex calciatore della nazionale. Lavrov: «Torneremo a produrre missili nucleari e non vogliamo i caschi blu in Ucraina in caso di tregua»
A CURA DELLA REDAZIONE
Al vertice di Budapest anche il presidente ucraino: “Vogliamo la pace, ma alle nostre condizioni”. Sullo sfondo l’elezione di Trump e la crisi politica in Germania. Macron: “Se rimaniamo erbivori, i carnivori ci divoreranno”
Liveblogging Mosca ha preso il controllo del villaggio Yuryevka nel Donbass. Il presidente ucraino ha incontrato Starmer, standing ovation dei ministri britannici
A cura della redazione
Il presidente della Repubblica Srpska alleato con Mosca e Belgrado: «È un grande leader, la Nato non ha ascoltato i suoi avvertimenti». E nega il genocidio a Srebrenica: «Hitler può essere accusato di questo crimine non noi serbi»
letizia tortello
Blinken a Kiev da Zelensky mentre Putin annuncia un’altra visita da Xi Jinping. Ma le truppe di Mosca continuano ad avanzare a Kharkiv e il rimpasto al Cremlino parla di un conflitto lungo
stefano stefanini
Obiettivo punire i delitti più efferati
Video Una manifestazione dell'opposizione per denunciare i presunti brogli nelle elezioni del 17 dicembre in Serbia è degenerata in violenza a Belgrado, con violenti scontri, lacrimogeni e due agenti “gravemente feriti”, secondo quanto dichiarato dal presidente Aleksandar Vucic, che ha convocato una riunione urgente del Consiglio per la sicurezza nazionale. La polizia ha fatto uso di gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti che in serata hanno tentato di entrare con la forza nella sede del municipio.
Leggi - Elezioni in Serbia, violenti scontri a Belgrado
Nel nord del Kosovo è tornata a salire pericolosamente la tensione dopo l'uccisione sabato sera di un poliziotto locale vittima di uno scontro a fuoco con un gruppo di uomini pesantemente armati e appoggiati da mezzi blindati. Una esplosione di tensione che annulla ancora una volta tutti gli sforzi
Nel nord del Kosovo è tornata a salire pericolosamente la tensione dopo l'uccisione sabato sera di un poliziotto locale vittima di uno scontro a fuoco con un gruppo di uomini pesantemente armati e appoggiati da mezzi blindati. Una esplosione di tensione che annulla ancora una volta tutti gli sforzi
A pochi chilometri dal confine con l'Ucraina il secondo summit della Comunità politica europea che riunisce i Paesi del Vecchio Continente, dal Portogallo all'Azerbaigian. Presente anche il presidente ucraino
marco bresolin
Il presidente serbo dopo gli scontri che hanno riacceso le ostilità nei Balcani: «Siamo pronti al dialogo, anche Washington ci dà ragione, il Kosovo appartiene a Belgrado. Il Cremlino? Non li chiamo da un anno»
LETIZIA TORTELLO