Raisina Dialogue: il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo allargato
Dal soft power della dieta mediterranea, al ponte di pace tra popoli
SARA ROVERSI, President, Future Food Institute and Paideia CampusDal soft power della dieta mediterranea, al ponte di pace tra popoli
SARA ROVERSI, President, Future Food Institute and Paideia CampusÈ poco più di una speculazione, ma il crescente senso di urgenza da più parti fa pensare che dietro la «tranquilla vista di lavoro» possa esserci un tentativo di immaginare un percorso verso uno stop al conflitto
La Camera condanna all’unanimità l’incursione
alberto simoniIl conflitto spinge l’industria bellica. L’Italia ha investito 1,37% del Pil: 24,4 miliardi di euro ed è al 102° posto. Russia e Stati Uniti quelli che investono di più
francesco grignettiDue terzi dei Paesi hanno esaurito gli arsenali, alcuni sistemi sono fuori produzione, come i missili Stinger. In un giorno si consumano i proiettili usati in un mese Kabul. Ora Washington punta a rilanciare l’industria
Alberto SimoniIntesa tra i due presidenti a Bali sulla de-escalation in Ucraina
alberto simoniNessuno lo chiama più “sleepy”, il quasi 80enne arriva a Bali carico per la vittoria al Senato. E può rilanciare la sua strategia per l’Asia: un cordone di alleati sicuri per frenare il Dragone
Alberto SimoniIl presidente Usa ha chiesto al primo ministro cambogiano «piena trasparenza sulle attività della Repubblica Popolare Cinese» alla base navale di Ream costruita segretamente da Pechino
Il Papa: «È terza guerra mondiale, ma la pace è possibile». Scoperta una stanza per le torture a Mykolaiv. Il presidente ucraino: «Libereremo anche la Crimea». Medvedev: «Non abbiamo ancora usato tutto l’arsenale»
diretta a cura della redazioneL'aggressione dell'Ucraina da parte della Russia e le crisi che ne derivano - alimentare, energetica, economica - mettono a rischio i nostri ideali collettivi come raramente era accaduto dalla fine della Guerra Fredda. Queste crisi si affiancano alle altre grandi sfide dei nostri tempi - il cambiame
il raccontoÈ una Cina forte quella che ieri si è rivolta a Mosca al summit di Samarcanda, dove si sono incontrati i maggiori leader dell'Asia Centrale, e che ha insistito sull'importanza di «difendere i reciproci interessi», senza però sbilanciarsi troppo su quanto sta accadendo sul fronte del Donba
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