Il governo non cede e silenzia i giudici Stop ai controlli sui fondi comunitari
il casoLuca MonticelliNessuna mediazione, il governo tira dritto sulla Corte dei Conti: cancella i controlli in itinere sul Pnrr e proroga per un altro anno lo "scudo erariale", la norma che limita il danno erariale ai soli casi di dolo, assicurando un colpo di spugna sulla colpa grave di politici e funzionari. Romano Prodi commenta così la decisione dell'esecutivo: «Per avere una conferma della mia preoccupazione sull'aumento di autoritarismo del governo, è bastato un solo giorno. Il braccio di ferro per limitare il ruolo della Corte dei Conti ne è un'ulteriore prova», sottolinea l'ex premier a questo giornale. Le commissioni Lavoro e Affari costituzionali della Camera hanno approvato gli emendamenti al decreto sulla Pubblica amministrazione e lunedì il provvedimento sarà in aula. Il voto a Montecitorio è arrivato proprio mentre il ministro Raffaele Fitto e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari stavano incontrando a Palazzo Chigi i vertici della magistratura contabile: il presidente Guido Carlino e l'aggiunto Tommaso Miele, il procuratore Angelo Canale e il segretario generale Franco Massi.Alla Corte dei Conti viene però concesso «un comune tavolo di lavoro, nella prospettiva di una revisione della disciplina della responsabilità erariale, del meccanismo del controllo concomitante e per l'adozione di un codice dei controlli», spiega Palazzo Chigi in una nota annunciando l'avvio del confronto già la prossima settimana. La mano tesa alle toghe è però solo futuribile, il risultato immediato è che i poteri della Corte vengono indeboliti dall'intervento voluto a tutti i costi dal ministro Fitto, nonostante i dubbi del sottosegretario Mantovano che avrebbe preferito rinviare a un altro provvedimento gli emendamenti approvati ieri.Il governo ribadisce la necessità della proroga dello scudo erariale fino al 30 giugno 2024, ma «auspica e si impegna a un confronto con la Corte per l'elaborazione di una disciplina più aggiornata e stabile», si legge nel comunicato di Palazzo Chigi. Concetto ribadito da Fitto in Senato durante il Question time: «La proroga è una risposta transitoria e parziale rispetto alla più ampia esigenza di un intervento di riforma in materia di responsabilità amministrativa e contabile». Peraltro, insiste il ministro, lo scudo erariale è stato istituito dall'esecutivo Conte e poi prolungato da Draghi. Una tesi che Fitto utilizza anche sul controllo concomitante per cercare di allontanare le polemiche: un potere varato per legge nel 2009 «quando il Pnrr neppure esisteva» e applicato solo nel 2020. Secondo il ministro, la disciplina che regola il controllo delle toghe sul Piano si trova in un decreto varato da Draghi nel 2021 che dispone le verifiche ex post. Gli alert della magistratura sui target a rischio e i ritardi della spesa sono stati vissuti dal centrodestra come accuse e invasioni di campo, Fitto chiedeva il rispetto dei ruoli e l'ha ottenuto imponendolo per legge. Palazzo Chigi sostiene che l'incontro è stato utile per condividere «la necessità di una piena e leale collaborazione tra le istituzioni, con l'adozione, nel rispetto delle competenze, di un modello di scambio di informazioni più intenso e puntuale».Dopo la durissima presa di posizione dell'associazione dei magistrati della Corte, che nei giorni scorsi aveva espresso «sconcerto e stupore» e la preoccupazione di veder minata l'indipendenza della magistratura, il presidente Carlino ha cercato di abbassare i toni nel corso di una audizione alla Camera prima del vertice a Palazzo Chigi: «Non si può parlare di bavaglio», il suo pensiero. Carlino però tiene il punto sui rilievi fatti all'esecutivo: «Sullo scudo erariale c'è assoluta contrarietà, il rischio è un abbassamento della soglia di attenzione per un'oculata gestione delle risorse pubbliche». Inoltre, aggiunge, «la limitazione della responsabilità per colpa grave può andare in contrasto sia con gli articoli della Costituzione cosiddetti finanziari, sia con i regolamenti della Commissione europea». Lo scudo erariale, ricorda, è stato introdotto dal legislatore per evitare la cosiddetta «paura della firma da parte del dirigente, timore che può bloccare l'azione amministrativa. Tuttavia questo timore non è imputabile alla responsabilità penale ma ad altre cause quali la confusione legislativa, la scarsa preparazione dei dipendenti, gli organici delle Pubbliche amministrazioni ridotte all'osso».Quanto al controllo concomitante, prosegue il presidente della Corte dei Conti, è uno strumento che «ha l'obiettivo di accelerare gli interventi di sostegno e di rilancio dell'economia nazionale, quindi ha una funzione propulsiva».Va all'attacco il Partito democratico: «Ormai non è più il decreto Pa, ma è il decreto bavaglio perché, di fatto, sono stati indeboliti i controlli di trasparenza sul Pnrr. È un fatto gravissimo, voteremo no», dice il deputato Arturo Scotto. «La destra ha un'idea autoritaria delle istituzioni», afferma il senatore Tino Magni di Verdi-Sinistra. Non è d'accordo il leader di Azione Carlo Calenda: «Non è un atto di autoritarismo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA