La pioggia cancella la partenza ma Borgofranco vive il suo show
Rita Cola e Viola Configliacco / BORGOFRANCO D'IVREA Pioggia battente. Freddo. Non sembra una giornata di metà maggio. Alle 8 del mattino in giro c'è poca gente. Tempo un'ora e mezza e sono in molti a munirsi di ombrello e kway perché non si può perdere Borgofranco vestita di rosa e città di tappa e poi il Giro è il Giro e vale ben prendere acqua. E acqua se ne prende tanta. Nessuno, però, immagina che venerdì 19 gli atleti non partiranno da Borgofranco per i 199 km che li separano da Crans Montana. Invece accade. E dopo una pedalata lenta per le strade del paese risalgono sui pullman da dove erano scesi poco più di due ore prima per arrivare fino all'uscita del tunnel del Gran San Bernardo. Sui social la decisione scatena un dibattito che si accende sui toni, tra chi comprende le ragioni degli atleti e chi li attacca. Chi si attendeva il passaggio da Borgofranco in su (Settimo Vittone, Carema e tutta la Valle d'Aosta), ci rimane male. Intervengono il presidente della regione Valle d'Aosta, Renzo Testolin, e l'assessore al turismo e sport, Giulio Grosjacques con toni abbastanza seccati. «Spiace soprattutto per i disagi causati alla nostra popolazione per la sospensione della circolazione in alcune arterie viarie, richiesta dall'organizzazione del Giro per la sicurezza della corsa. La nostra regione risulta particolarmente penalizzata dalla modifica del programma di oggi, dopo mesi di lavoro preparatorio». Tutto questo, però, accade dopo le 11. A Borgofranco, i resistenti si assiepano davanti alle transenne sotto il palco con gli ombrelli per vedere sfilare i protagonisti della mattinata. I primi sono i bambini classe 4ª A della primaria Rodari di Borgofranco, sul podio più alto del concorso BiciScuola 2023 di Rcs sport dedicato al Giro. Poi tocca alla rappresentanza del Carnevale di Borgofranco (storico e con particolarità che lo rendono unico), poi le fisarmoniche, altra eccellenza, la fanfara Ana della sezione di Ivrea, ilTeam fuori onda della Canavesana d'epoca, i piccoli atleti della Tessiore, i testimonial Paola Gianotti e Fabrizio Topatigh, i sindaci del territorio (per Matteo Chiantore, eletto lunedì a Ivrea, è stata la prima uscita ufficiale fuori le mura). E, poco per volta, le strade si riempiono. Chi, invece, era sotto la pioggia dal mattino presto cerca rifugio in qualche bar o nei punti ristoro allestiti dalle associazioni del Carnevale. Nei saloni, tra vecchie foto e spazi che sanno di tante feste vissute in allegria, si servono caffè, panini e sorrisi. Lo pensano tutti: tanto lavoro per vedersi rovinata la festa. La comunità di Borgofranco sarebbe stata capace di accogliere a braccia aperte la gente del Giro, invece la pioggia lascia un retrogusto di delusione di una festa a metà. Attorno ai furgoncini degli imperdibili gadget di cappellini e magliette restano il vuoto e un po' di desolazione per il ruolo di imbonitore lasciato a un nastro registrato. Per i temerari che ignorano la pioggia, il villaggio degli sponsor regala soddisfazioni con gadget ottenuti praticamente senza ressa, in cambio di qualche like o registrazione commerciale. Alle 11 in punto la notizia che non ci sarà alcuna partenza della gara corre di voce in voce. Niente km zero lungo la statale 26. Qualcuno dice che la gara si sarebbe spostata semplicemente in Valle d'Aosta, dove non c'è allerta meteo, ma così non è. La Valle risulta tagliata fuori completamente. A Borgofranco, i ciclisti sfilano tra gli applausi della gente inzuppata e assiepata. Ci scappa anche qualche "batti il cinque"!", incoraggiamenti per tutto perché ciascuno si riconosce nella fatica del pedalare. Alle 11,10 non c'è più niente da vedere e le strade si svuotano in un amen. Il sindaco Fausto Francisca, nel commentare un'avventura straordinaria per il suo paese, osserva: «Io, personalmente, avrei preferito che la gara ci fosse, ma comprendo le ragioni che hanno portato a una scelta diversa. Quello che era stato concordato con noi, per il paese, è stato fatto fino in fondo». --