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il raccontoMaria Berlinguer / Roma«Le forze di Supporto Rapido (Rsf) hanno effettuato con successo l'evacuazione di cittadini italiani. La missione dalla residenza dell'ambasciatore a Khartoum riguardava, oltre al personale dell'ambasciata, 41 cittadini italiani, messi in salvo a bordo di 6 piccoli veicoli e un autobus». Ad annunciarlo sono le stesse forze paramilitari dell'Rsf sul proprio profilo Twitter alle 19, 35 ora italiana. Entro la notte saranno evacuati tutti i 140 italiani dal Sudan, in totale saranno 200 i civili portati in Italia. «Alle 13, 55 (sempre ora italiana) erano decollati da Gibuti due C-130 alla volta di Khartoum con a bordo le forze speciali dell'Esercito italiano e dei Carabinieri. La sicurezza degli aeroporti è assicurata dall'Aeronautica militare», ha spiegato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, confermando l'operazione di evacuazione degli italiani. «Lavoriamo per garantire entro la nottata di poter far sì che tutti gli italiani che vogliono partire siamo messi in sicurezza», ha aggiunto Antonio Tajani ospite di "Mezz'ora in più". Il titolare della Farnesina ha sottolineato di aver parlato con entrambi i leader delle parti in guerra in Sudan e di aver ricevuto garanzie circa la sicurezza dei nostri connazionali. Il punto di raccolta era l'ambasciata italiana. La missione diplomatica guidata dall'ambasciatore Michele Tommasi è insediata in un'area dove ancora sabato venivano segnalati almeno otto dei 24 fronti di scontro fra le due fazioni. Il 9° reggimento paracadutisti Col Moschin Esercito, Gis carabinieri e Goi del Comsubin Marina sono le forze speciali che stanno garantendo l'evacuazione degli italiani a Khartoum. L'Italia contribuirà anche all'evacuazione degli svizzeri, della nunziatura apostolica e di una ventina di cittadini europei. Gli italiani stanno tutti bene e sono stati contattati dall'Unità di crisi della Farnesina. «Cari connazionali, con il nostro ministero della Difesa stiamo lavorando a una finestra di opportunità per lasciare Khartoum via aerea, che potrebbe avere luogo nella giornata di domenica 23 aprile. Il punto di raccolta sarà entro le ore 12 presso la residenza dell'Ambasciatore d'Italia», è il messaggio recapitato dalla Unità di crisi agli italiani che dovevano lasciare il Paese, dove una sanguinaria guerra civile sta coinvolgendo tanti innocenti. Due italiani in viaggio da tempo attraverso il continente africano sono riusciti a scappare da Khartoum «appena la situazione ha iniziato a precipitare». Lo si è appreso da fonti che non hanno precisato il giorno esatto. A bordo della loro macchina, hanno raggiunto la frontiera con l'Etiopia dove sono riusciti a transitare grazie all'aiuto dell'ambasciata d'Italia in Etiopia e alle autorità etiopi, giungendo ad Addis Abeba, da dove proseguiranno il loro viaggio. Altri 19 connazionali avevano invece lasciato il Sudan per l'Egitto nei giorni scorsi. Per motivi di sicurezza e incolumità nessun dettaglio dell'operazione è stato divulgato. La Farnesina non ha voluto neanche confermare che gli evacuati atterreranno nella notte a Roma. L'esercito sudanese e il gruppo paramilitare di supporto rapido (Raf) si sono accusati a vicenda di aver attaccato un convoglio di cittadini francesi, affermando entrambi che un civile francese è rimasto ferito. Ieri mattina i paramilitari della Raf hanno scritto sulla pagina Facebook che sono stati attaccati da aerei «durante l'evacuazione dei cittadini francesi dall'ambasciata del loro Paese passando per Bahari verso Ondurman» in un'azione che oltre a voler bloccare la partenza dei civili «ha messo in pericolo la vita dei cittadini francesi, uno dei quali è stato ferito». E sempre ieri dall'Egitto, Paese confinante con il Sudan che sostiene l'esercito sudanese, è arrivata la notizia che un componente dell'ambasciata egiziana di Khartoum è stato ferito. Restano comunque ore di tensione in quanto, come ha avvertito Guido Crosetto, «la preoccupante situazione a Khartoum cambia in continuazione». Lo scenario è talmente critico che gli Usa hanno dovuto chiudere la propria ambasciata ed evacuare il personale diplomatico con un aereo militare, come annunciato dal presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. Al momento tutti gli aeroporti sudanesi sono sotto il controllo delle forze militari tranne gli scali di Khartoum e Nyala. A confermarlo è il capo delle forze armate Abdel Fattah al-Burhan in un tweet diffuso dalla emittente al-Hadath. In un teatro di caotica e sanguinosa guerra combattuta nel cuore di una metropoli da cinque milioni di abitanti, l'Italia ha compiuto una pericolosissima missione di salvataggio di circa 140 connazionali intrappolati a Khartoum. --© RIPRODUZIONE RISERVATA