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BORGOFRANCO D'IVREA Un segnale concreto (se c'era ancora bisogno) sull'emergenza siccità arriva da Borgofranco, una terra di collina ricca di sorgenti che, almeno per il momento non dovrebbe patire le conseguenze del cambiamento climatico. Eppure due pozzi (fontane naturali) sul versante che porta ad Andrate, in borgata Corzano alto, si sono prosciugati e una decina di famiglie che ne usufruivano per i consumi domestici sono rimaste senz'acqua. E altre fontane si stanno lentamente esaurendo 300 metri più in basso in regione Biò. Ora, nell'attesa dell'allaccio con l'acquedotto comunale per la quale hanno fatto richiesta alla Smat, si riforniscono privatamente con le autobotti, mentre per l'acqua da bere fanno la spesa al supermercato. A lanciare l'allarme, attraverso un'interrogazione discussa in sede di Consiglio, è stato il gruppo di minoranza della lista civica Insieme per Borgofranco: «Avevamo chiesto alla maggioranza una soluzione all'emergenza vissuta dai residenti che avevano chiesto una perizia alla Smat già nel luglio del 2021 pagando una quota di 150 euro. Ma al di là del contingente, è importante non distogliere lo sguardo dal problema siccità. Anche sul nostro territorio stiamo assistendo agli effetti del cambiamento climatico - afferma la capogruppo Elisa Ierace - in Regione Corzano, i pozzi sono ormai asciutti da più di due anni. Pozzi che garantivano il fabbisogno di acqua per le famiglie che abitano in quella zona. Tra loro c'è anche una persona con disabilità. Sarà necessario guardare oltre ai mandati politici e fare dei progetti a lungo raggio, per prepararci alla siccità che avanza e più in generale al cambiamento climatico in corso, accumulando acqua quando piove in vasche di accumulo per utilizzarla nei mesi più secchi e aridi. Bisognerà essere rapidi nelle scelte, perché domani è già ieri». Tra le soluzioni proposte nell'immediato dalla consigliera di minoranza, anche quella di attivare dei piani di sicurezza di concerto con la protezione civile, portando ai cittadini "a secco" l'acqua con delle autobotti. Il sindaco Fausto Francisca non nasconde il problema: «La montagna ci sta mandando dei chiari segnali, sono numerose le fontane naturali che si vanno lentamente prosciugando nell'arco alpino. Nel caso della borgata di Corzano alto i residenti non ricevono da Smat il servizio gratuito di rifornimento con le autobotti poiché non erano mai stati configurati nel sistema della rete idrica. Infatti non pagano nemmeno il canone della fognatura. Abbiamo comunque avviato un dialogo con Smat che inserirà nel suo piano triennale il finanziamento di alcuni interventi, ripristinando la vasca di Chialungo in modo da garantire l'acqua anche a tutte le case "sparse" lungo la Sp419 e la provinciale per Andrate». Manca però il piano dell'investimento richiesto dai residenti che sperano di ottenere un prezzo equo. E che con Smat stanno ricercando anche un accordo per una riduzione della spesa di approvvigionamento con le autobotti in attesa dei lavori. Il costo ora è di 800 euro al mese. --l.m.