Così era l'edificio che si affaccia ancora oggi su corso Botta

IVREACasa Viola costituiva la parte meridionale del lungo fabbricato d'angolo con via Palestro, che si affaccia tuttora sul corso Botta. Non lontano dalla Torre di Santo Stefano, è uno dei tanti edifici d'altri tempi sacrificati alle esigenze della modernità. Nella seconda metà degli anni '60 del Novecento venne infatti demolito per far posto all'hotel la Serra di matrice olivettiana. Nel 1849 Casa Viola (che ospitava le riunioni della Commissione carnevalesca presieduta dall'avvocato Savino e vide anche la fondazione del Circolo del Buon umore, prima versione del glorioso Circolo Eporediese) venne immortalata dal pittore svizzero Teofilo Ladner, noto tra l'altro per la stampa con "Vedute principali della città e Provincia d'Ivrea" realizzata nel 1850, con tredici immagini canavesane al centro delle quali spicca un suggestivo panorama della città, con in primo piano il Borghetto. A fine anni 60 dell'Ottocento la residenza di famiglia fu ceduta da Savino Viola a Davide, Mosé e Giacomo Olivetti, poi imparentatisi con la famiglia Jona. Lì nacque, nell'aprile 1905, l'ingegner Raffaele Jona, tra i più preziosi e fidati collaboratori di Adriano Olivetti. --T.P.