Inaugurata la Banca del vino del Canavese
caravinoAnche il vino è sempre prima di tutto racconto. Se poi a custodirlo sono le cantine millenarie del castello di Masino il passato fa da ponte per il futuro dell'Erbaluce di Caluso e del Carema: vini nobili, amati dai re e dai papi. È nella sala delle botti, messa a disposizione dal Fai, che lo scorso sabato, prima giornata di Rewine, l'associazione giovani vignaioli ha inaugurato la Banca del vino del Canavese, un'idea che covava da tempo per restituire una memoria collettiva all'opera enologica canavesana.un luogo della memoriaL'obiettivo ricalca le felice intuizione che nel 2001 ha portato all'apertura della Banca del vino italiano, nelle cantine ottocentesche di Pollenzo, alle porte delle Langhe, un realtà di eccellenza ormai nota in tutto il mondo. Un luogo fisico della memoria della migliore produzione vitivinicola canavesano con percorsi di degustazione, assaggi, eventi e attività di promozione dell'immagine e della cultura enologica del territorio.Le grandi volte delle cantine del castello, in cui si trova un torchio del 1600 con travi in legno di quercia, sono state silenziose testimoni delle più significative tappe dell'evoluzione dei grandi vini canavesani e piemontesi. Ed ora ospitano spazi per far riposare l'Erbaluce ed il Carema: una collezione delle migliori etichette con un racconto in italiano ed in inglese del loro produttore e delle loro caratteristiche organolettiche. «Ma la banca del vino - spiega Alessandro Gabriele, vicepresidente dell'associazione di giovani viticoltori con il ruolo di wine teller- ha anche un valore scientifico per capire le capacità di corretto affinamento ed invecchiamento dei nostri vini. La sua attività contribuirà quindi alla promozione delle migliori realtà vitivinicole, alla diffusione delle conoscenze in ambito enologico e alla crescita qualitativa e quantitativa dell'enoturismo». il sapere del vinoA riposare per dieci anni, accanto alle grandi botti per ora ci sono una trentina di etichette. Altre ne arriveranno e sono pronte a riposare nelle cantine del castello.Il taglio del nastro è stato preceduto da due masterclass sul Carema e da una lezione su "terroir e cru": storia e interpretazione dei modelli vincenti, condotte, nel museo delle carrozze, da Armando Castagno, nel mondo del vino da oltre vent'anni, insegnante di storia dell'arte dei territorio del vino e geografia del terroir all'Università di scienze gastronomiche di Pollenzo. Relatore, degustatore, ideatore e direttore di corsi di approfondimento in tutta Italia per l'Associazione Italiana Sommelier. il convegno al giacosaIl convegno al teatro Giacosa ha proseguito le riflessioni verso il futuro del Canavese enoico partendo dalle analisi della zonazione negli areali vitivinicoli di prestigio. Ne hanno parlato, oltre a Castagno, Attilio Scienza, Francesco Saverio Russo, Gabriele Bertone, Andrea Fontana, Domenico Tapparo Merlo, Attilio Balocchi e Marco Peroni, moderati da Daniele Lucca. --lyDIa massia