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Rita Cola / IVREA Oltre diecimila e 600 interventi chirurgici. Sono quelli che compongono la lista di attesa in Asl/To4. E sono quelli che, nell'ambito del piano straordinario messo in piedi dalla Regione per lo smaltimento delle liste di attesa, dovranno essere recuperati. Il numero è enorme. Ma, di fatto, è dall'autunno scorso che, ondata di pandemia dopo ondata, il servizio sanitario tutto (e quindi anche l'Asl/To4) si è ritrovato stretto tra la pressione sugli ospedali dei pazienti positivi e il dover portare avanti a ritmo sostenuto anche la campagna vaccinale. Un carico di lavoro che ha inevitabilmente lasciato indietro un lungo elenco di prestazioni. E ora, cessato lo stato di emergenza e con i contagi molto contenuti seppure non scomparsi, la Regione chiede alle aziende sanitarie uno sforzo per recuperare il tutto anche con risorse aggiuntive. Poco più di tre milioni e 200 mila euro è l'importo assegnato dalla giunta regionale all'Asl/To4 nell'agosto scorso per il recupero delle liste di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, ricovero e screening oncologici. Altri 4 milioni e 300 mila euro sono invece assegnati all'Asl/To4, sempre dalla giunta regionale, attraverso una delibera dell'aprile scorso. Di questa cifra, un milione e 800 mila euro sono per il recupero degli interventi chirurgici programmati. Gli obiettivi del piano straordinario del recupero delle liste di attesa era stato illustrato in una conferenza stampa nel marzo scorso dal presidente della giunta regionale Alberto Cirio e dall'assessore regionale Luigi Icardi. E, in quell'occasione, erano stati dettati i tempi e la linea da seguire. In sostanza, le aziende sono chiamate a smaltire l'arretrato entro fine anno. Cirio e Icardi avevano spiegato di investire 50 milioni e di prevedere un monitoraggio settimanale delle aziende sanitarie con un cruscotto puntuale delle operazioni sul modello organizzativo della campagna vaccinale. Ora, entrando nel concreto dell'operatività, emergono i dati locali. L'Asl/To4, come conferma il direttore generale Stefano Scarpetta, sta lavorando al dettaglio del piano di recupero. Un piano che si annuncia molto complesso e che vede da un lato l'aggiornamento puntuale dei dati e la disponibilità a collaborare tra le varie aziende sanitarie, specialmente quelle contigue territorialmente e, dall'altro, la capacità di incrementare la propria attività. In più, c'è un terzo elemento che è l'integrazione con il privato accreditato.Lo schema del dettaglio degli interventi chirurgici da recuperare dice che sui 10.605 interventi chirurgici da recuperare, 2.803 sono di oculistica, 2.669 sono interventi in day surgery. Oltre 1.200 sono interventi chirurgici e 1.158 urologici. Oltre 900 riguardano l'ortopedia, oltre 800 l'otorinolaringoiatria, oltre 400 sia per la ginecologia che la cardiologia. Ma esaminando i dati, c'è anche un altro elemento che balza all'occhio e riguarda la residenza dei pazienti che sono in lista di attesa. Un 16% di pazienti vive fuori dai confini dell'Asl/To4 e sceglie di farsi curare in queste strutture. Da Torino, ad esempio, sono in attesa di un intervento in Asl/To4 oltre 200 persone per un intervento in day surgery, oltre 100 per l'oculistica e altrettante dal biellese e 87 da fuori regione, una cinquantina è in lista da altre Asl anche per la cardiologia.Negli ultimi mesi, l'Asl/To4 sta tentando di rafforzarsi con l'arrivo di nuovi direttori di strutture complesse e questo potrebbe determinare anche un maggiore appeal nei servizi anche se il tema della mancanza cronica di personale medico continua ad essere un problema molto rilevante. Qualche esempio? La dotazione organica per le pediatrie (senza contare i direttori) è di 29 medici e in servizio ce ne sono solo 17. Peggio sta l'emergenza urgenza, dove a fronte di una dotazione organica teorica di 57 medici e un tempo parziale sono in servizio in 12 e un tempo parziale. Ora la direzione strategica ha bandito un nuovo (l'ennesimo) concorso per urgentisti, ma sono ormai anni che i concorsi non risolvono il fabbisogno di personale. E il ricorso alle società esterne per il reclutamento di medici ha ormai proporzioni enormi. --