Cassa gratuita alle aziende in crisi

Francesco Olivo / romaEmbraco, Gkn, Whirlpool. I fronti sono molti, l'argine è la cassa integrazione, ma potrebbe non bastare. La lista delle crisi industriali si allunga, coinvolge tutto il Paese da Nord a Sud, una bomba sempre sul punto di esplodere e dopo lo sblocco del divieto di licenziamento, il governo decide di intervenire. Il Consiglio dei ministri ha dato ieri il via libera alla proroga della cassa integrazione per le aziende in difficoltà. Su proposta del ministro del Lavoro Andrea Orlando l'esecutivo ha approvato una norma che consentirà l'accesso integralmente gratuito alla proroga della Cassa straordinaria per cessazione di sei mesi. L'altra decisione del Consiglio dei ministri riguarda l'ex Ilva: è stata approvata una seconda norma che permetterà all'ex acciaieria di accedere alle tredici settimane di cassa integrazione «in considerazione della rilevanza strategica dell'azienda». Dopo le divisioni delle forze di maggioranza sulla fine del blocco dei licenziamenti, il provvedimento di ieri mette tutti d'accordo. Il Pd, ovviamente, ma anche la Lega, con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, che parla di «atto doveroso e concreto nei confronti dei lavoratori e delle imprese che hanno dovuto affrontare una crisi senza precedenti». La tensione è molto alta in diversi punti del Paese. Uno di questi è la Campania. Mercoledì scorso il presidente del Consiglio Mario Draghi ha potuto toccare con mano la rabbia dei lavoratori della Whirpool di Napoli, che si erano radunati fuori dal carcere di Santa Maria Capo Vetere, dove era in corso la visita del premier. Da poche ore la multinazionale americana aveva comunicato l'avvio della procedura di licenziamento collettivo per 340 lavoratori, fatto che Draghi, in un incontro improvvisato con i sindacati, ha giudicato «un grave sgarbo istituzionale», del quale Palazzo Chigi e il ministero dello Sviluppo economico hanno promesso di occuparsi da vicino. Il colosso delle lavatrici non vuole utilizzare le 13 settimane di cassa integrazione e va dritto per la sua strada. Ieri la protesta dei lavoratori è proseguita, con una forma itinerante. Se mercoledì i manifestanti avevano fermato la statale Appia, ieri per circa mezz'ora, sono stati bloccati i varchi di accesso delle partenze all'aeroporto di Capodichino, dove i lavoratori hanno apposto uno striscione al grido di «noi vogliamo lavorare». Dopo la protesta all'aeroporto di Napoli, sulle mail dei sindacati sono arrivate le comunicazioni dell'avvio della procedura di licenziamento collettivo. «La procedura - afferma Whirlpool - ha una durata di 75 giorni, durante i quali i dipendenti del sito di Napoli riceveranno la normale retribuzione. Nessuna lettera di licenziamento sarà inviata dall'azienda ai dipendenti fino al termine della procedura, come previsto dalla legge». Sul caso Whirlpool è intervenuto anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca che ha assicurato «sostegno anche finanziario a un'ipotesi di reindustrializzazione che garantisca realmente il lavoro per le centinaia di dipendenti». I sindacati alzano i toni, accusando la multinazionale di non aver rispettato i patti: «Whirlpool non è un'azienda in crisi, la scelta di avviare la procedura di licenziamento è legata al mercato e al profitto, Whirlpool sta violando gli accordi presi con il Governo», accusa Francesca Re David, segretaria generale della Fiom-Cgil. Nemmeno l'argine del governo sembra reggere questa crisi. --© RIPRODUZIONE RISERVATA