Soddisfatto Mattarella Ma ora occhi sulle riforme
romaForse per la prima volta da quando ha visto la luce, questo governo regala a Sergio Mattarella una gioia, una soddisfazione che lo ripaga della pazienza spesa fin qui, della «moral suasion» esercitata per undici lunghi mesi e dei mille soccorsi in cui l'uomo del Colle si è prodigato, spesso senza farlo sapere. Ecco perché le sue congratulazioni al premier, quando l'ha ricevuto ieri al Quirinale per farsi raccontare il summit e anticipare le prossime mosse, sono state particolarmente sentite: anzitutto per come Giuseppe Conte ha saputo destreggiarsi nel litigioso condominio Ue, dimostrando doti di negoziatore che in pochi avrebbero sospettato. E poi grandi complimenti di Mattarella per come l'Europa sia stata nel suo complesso all'altezza della sfida, discutendo aspramente, forse anche troppo, però alla fine ritrovandosi, generosa e solidale. Il risultato del tira-e-molla è stato un successo storico, nemmeno Giorgia Meloni se l'è sentita di negarlo. L'Unione emerge più forte dalla prova; invece chi, come i sovranisti, aveva scommesso su un fiasco epocale torna a casa con le pive nel sacco. Sbrigati i complimenti, tuttavia, Mattarella ha incoraggiato il premier a guardare oltre. Non è momento di cullarsi sugli allori ma di lavorare sodo per incassare presto (e per intero) il gigantesco assegno europeo. Secondo quanto filtra dal Colle, sono state create «condizioni proficue» perché ciò accada: dopo un ventennio di porte in faccia finalmente possiamo ben sperare, le congiunzioni astrali sono favorevoli e in Europa qualcuno lavora per noi. Mai come stavolta c'è stata un'apertura di credito. Incominciando da Angela Merkel e da Emmanuel Macron, i principali leader hanno convenuto con la Commissione che la tragedia del Covid dovrà essere l'occasione per consentire all'Italia di azzerare i suoi handicap economici strutturali. Ma davanti a una tale manifestazione di fiducia, noi dovremo «predisporre rapidamente un concreto ed efficace programma di interventi», ha insistito Mattarella col premier. Questa sua considerazione è rimbalzata all'esterno, sotto forma di nota ufficiosa. Proprio perché l'aiuto sarà così ampio, i nostri partner non si accontenteranno di ricette politiche fumose. Consiglio e Commissione Ue saranno vigili: vorranno misurare le nostre intenzioni sulla base di un piano d'azione sobrio e concreto. --U. M. © RIPRODUZIONE RISERVATA