Licenziamenti bloccati e nuovi bonus per gli autonomi
il retroscenaLuca MonticelliÈ una pace armata quella siglata dentro la maggioranza. Con il via libera al Def, la richiesta di scostamento da 55 miliardi e il fine settimana dedicato alla Liberazione, le fibrillazioni sulle misure economiche necessarie a ridurre l'impatto del Covid si sono rilassate per un paio di giorni. Ma la tregua rischia di saltare già oggi quando il titolare del Tesoro, Roberto Gualtieri, insieme al ministro dei Rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, tornerà a incontrare in videoconferenza i capigruppo di maggioranza per illustrare i capitoli del decreto aprile e pianificarne l'iter. Oltre alle tensioni registrate ai tavoli di trattativa tra Pd, M5s, Italia viva e ministero dell'Economia, adesso è destinato ad aprirsi un altro fronte. Infatti, nei giorni scorsi il governo aveva ipotizzato di riservare, nel prossimo provvedimento, fino a un miliardo di euro per finanziare le modifiche proposte dai parlamentari. Una cifra enorme per le Camere, anche in un cantiere che di miliardi ne impegnerà 155, un "beau geste" pensato sia per placare i partiti di maggioranza che sul Cura Italia non hanno toccato palla, sia per riaprire un canale di dialogo con l'opposizione e rilanciare quell'unità nazionale, chiave della rinascita, evocata più volte dal Capo dello Stato. Con il passare dei giorni però il menù del decreto aprile diventa sempre più ricco e così le risorse accantonate per gli emendamenti dei partiti si assottigliano, ridotte ormai a una forbice tra i 600 e i 700 milioni. All'interno della manovra il pacchetto lavoro è uno dei più corposi, il rifinanziamento di tutti gli ammortizzatori unito ai bonus per autonomi e disoccupati vale 25 miliardi. Tra le ultime novità "Iva zero" sulle mascherine, come annunciato dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa di ieri sera. Ci sarà anche la proroga di due mesi allo stop ai licenziamenti individuali per giustificato motivo. Sarà prolungato il congedo speciale e il bonus baby sitter da 600 euro per aiutare i genitori con i figli a casa da scuola: entro settembre papà e mamma potranno dividersi altri 15 giorni retribuiti al 50%. Si ragiona anche su un sostengo alle spese, sotto forma di credito d'imposta, per chi avrà bisogno di ristrutturare gli ambienti di lavoro. Sul reddito di emergenza i 5 stelle continuano a chiedere di più, la proposta del Mef si aggira sul miliardo e prevede due mensilità da 500 euro per chi dichiara un reddito Isee tra 6 e 15 mila euro e in grado di raggiungere un milione di nuclei familiari. L'intesa ancora non c'è. Per il Rem la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, un paio di settimane fa aveva immaginato un fondo di tre miliardi. Il premier Giuseppe Conte ha spiegato che per gli autonomi e le partite Iva che hanno già ottenuto il bonus da 600 euro si sta sperimentando un modo per rinnovarlo «in via automatica. Nel prossimo decreto ci saranno più aiuti alle imprese, l'obiettivo non è avere più sussidiati ma più occupati».La road map sembra lunga e tortuosa, sebbene i tempi siano stretti: domani il consueto ciclo di audizioni sulla finanza pubblica, al quale parteciperà anche Gualtieri, e mercoledì, o al massimo il giorno dopo, le Camere approveranno il Def e la relazione sullo scostamento di Bilancio. Giovedì 30, nel pomeriggio, il Cdm per il varo della maxi manovra di primavera, sempre che non slitti ancora e diventi il decreto di maggio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA