Manifesti giganti in città «Serve un nuovo ospedale»

Rita ColaIVREA. Una campagna di sensibilizzazione alla vecchia maniera, con manifesti giganteschi (sei metri per tre), che resteranno affissi per quindici giorni. La promuove il Nursind, sindacato delle professioni infermieristiche, per rilanciare con forza il tema della necessità del nuovo ospedale di Ivrea. AFFISSIONI GIOVEDìI manifesti saranno affissi da giovedì 16 gennaio, il messaggio è secco e diretto: "Basta, aspettare. Serve un nuovo ospedale per Ivrea. Operatori sanitari e cittadini lo meritano». Già nei mesi scorsi il sindacato Nursind si era espresso sul nuovo ospedale. «Come sindacato - spiega Giuseppe Summa, segretario territoriale - la questione dell'ospedale di sta molto a cuore ed è per questo che chiediamo agli amministratori locali di non perdere per l'ennesima volta questo treno». Anche chi lavora ogni giorno nell'edificio progettato da Ignazio Gardella su input di Olivetti e inaugurato nel 1956 da Adriano Olivetti, evidenzia le criticità già raccontate più volte. «Da un punto di vista logistico - osserva - non è assolutamente più al passo con i nuovi ospedali costruiti per funzionare secondo un modello gestionale capace di coniugare l'efficienza operativa con l'umanizzazione e con la specializzazione e integrazione delle attività cliniche». Altri problemi sono quelli che ciclicamente si evidenziano: «Alcuni servizi sono sprovvisti di impianti di climatizzazione per il periodo estivo e l'impianto di riscaldamento è datato, inoltre si regista la quasi totale assenza di una efficace coibentazione». Spazi non idonei o saturi, inoltre, rischiano di generare una situazione nella quale, a rimetterci, possono essere gli investimenti per i servizi: «La struttura - incalza Summa - rende quasi impossibile l'installazione di una risonanza magnetica e del reparto di terapia sub-intensiva più volte menzionati dal direttore generale. E, inoltre, anche se potrebbe sembrare una banalità, le attuali condizioni strutturali dell'ospedale lo rendono addirittura poco appetibile al richiamo di numerosi professionisti che, guarda caso, si trasferiscono sempre più verso nuove strutture come ad esempio quella di Biella». Il grido d'allarme del Nursind sottolinea anche, in maniera tranchant, che per Ivrea «questa potrebbe essere l'ultima occasione e se non si dovesse agir in tempi rapidi fra un decennio (il tempo per costruire una nuova struttura) l'ospedale di Ivrea rischia seriamente di finire come Castellamonte».DIBATTITO APERTOL'iniziativa di Nursind è la prima che parte dal basso e al di fuori dal contesto della politica e delle amministrazioni. Dopo l'apertura, a metà novembre, dell'assessore regionale alla sanità Luigi Icardi su una nuova struttura, il consiglio regionale ha votato all'unanimità un ordine del giorno del Pd dove si indica, in un piano di investimenti di edilizia sanitaria la necessità di affrontare, insieme ai problemi delle aziende sanitarie e ospedaliere di Cuneo e Alessandria, anche quelle di Ivrea e dell'Asl/To4. A livello locale, il sindaco di Bollengo Luigi Ricca, che da sempre si interessa dei servizi sanitari del territorio, aveva sollecitato a lavorare sodo sull'apertura della Regione, il sindaco di Ivrea Stefano Sertoli ha convocato una conferenza dei sindaci dell'Asl/To4 per giovedì 23 gennaio, alle 17. L'obiettivo del 23 è individuare e creare un gruppo di lavoro per il nuovo ospedale di Ivrea. A palazzo civico, intanto, nel consiglio comunale pochi giorni prima di Natale è stata approvata una mozione presentata da Viviamo Ivrea nella quale si chiedeva, appunto, di affrontare senza ulteriori ritardi l'argomento e un approfondimento nelle commissioni. La commissione assetto del territorio (presieduta da Francesco Comotto di Viviamo Ivrea) si riunirà il 28 gennaio insieme a quella speciale per l'ospedale, presieduta da Maria Piras, Lega. Se è certo che l'apertura dell'assessore regionale ha rigenerato il dibattito, resta da capire quale sarà l'orientamento dei sindaci. L'ultimo voto della conferenza dei sindaci risale al 2009 quando a larghissima maggioranza fu votata l'area a sud di Montefibre come idonea per il nuovo ospedale. Da allora, sono cambiate tante cose, a cominciare dalla legge regionale che ha riorganizzato i servizi e classificato gli ospedali. Quello di Ivrea oggi conta 260 posti letto, compresi i day hospital. --