L'Italia, la Corea, i pomodori
di Davide Portioli Al giorno d'oggi un simile epilogo farebbe esplodere la definitiva guerra tra chi vuole la moviola in campo e chi no. Perché il gol di Geoff Hurst che sigla il 3-2 per l'Inghilterra, prima del definitivo 4-2, nella finale del campionato del mondo del 1966 contro la Germania, viene assegnato con un macroscopico errore. La palla, dopo aver colpito la traversa ricade al di qua della linea di porta, ma tant'è. Inghilterra campione nell'edizione casalinga. Quella del 1966 è una edizione forse poco spettacolare e con tanta tattica, ma anche tanto talento: tra tutti fa colpo il portoghese Eusebio (capocannoniere con 9 reti). Brasile e Italia sono le sorprese in negativo. Il Brasile arriva da bicampione (fin qui e fino a oggi unica nazionale a riuscirci dopo l'Italia della doppietta 1934-1938), ma è in un momento di ricambio generazionale. In più Pelè patisce un brutto infortunio contro la Bulgaria, salterà la sfida con l'Ungheria e giocherà pochi minuti con il Portogallo. L'Italia viene da un ottimo premondiale, ma dopo la vittoria all'esordio con il Cile (rivincita per la battaglia di quattro prima) perde con la Russia e, incredibilmente 1-0 con la Corea del Nord di quello che più o meno tutti descrivono come "dentista" – ma che in realtà era un istruttore di ginnastica – Pak Doo Ik. Passano russi e coreani, gli azzurri sono fatti oggetto di lancio di pomodori al rientro in Italia. Nel mirino, sopratutto, il ct Edmondo Fabbri e le sue scelte di formazione. Note a margine. L'inglese Hurst resta l'unico giocatore ad aver mai segnato tre reti in una finale; Pelè con la rete realizzata contro la Bulgaria diventa il primo giocatore a segnare in tre edizioni diverse del mondiale ('58, '62 e, appunto, '66; segnerà anche nel '70). Le nazioni africane che non hanno ancora un posto garantito tra le finaliste (ne avranno almeno uno solo dal 1970) per protesta contro un ulteriore spareggio da disputare contro la vincente della zona asiatica si ritirano dalle qualificazioni. Il Sudafrica viene bandito dalla Fifa che si allinea all'iniziativa presa dal Comitato olimpico internazionale a causa dell'apartheid. La Coppa Rimet, in esposizione a Londra, viene rubata poche settimane dall'inizio del torneo. Ne viene fatta realizzare una copia per precauzione, ma l'originale viene ritrovato in un parco avvolto in un foglio di giornale grazie a un cagnolino di nome Pickles che diventa eroe nazionale. A proposito di animali (in questo caso di stoffa): con il leoncino Willie questo è il primo mondiale ad avere una mascotte. ©RIPRODUZIONE RISERVATA