Firmato il rogito. Stadio e aree limitrofe cedute ai club per 197 milioni di euro. Il promoter musicale Claudio Trotta sentito come persone informata sui fatti. Aveva denunciato al sindaco Sala l’impossibilità di partecipare alla manifestazione di interesse per l’acquisto
FRANCESCA DEL VECCHIO, ANDREA SIRAVO
Video "Oggi voglio raccontarvi una storia sul football. No non questo football, ma quello che noi negli Stati Uniti chiamiamo soccer. Il gioco più amato del mondo". Inizia così il video diffuso dall'Inter che vede protagonista il regista statunitense, due volte premio Oscar, Spike Lee. "My name is my story", è il titolo scelto dalla società nerazzurra per "presentare e raccontare il club a un pubblico sempre più internazionale ed eterogeneo", dicono. Nelle immagini che scorrono, Lee nelle vesti di tifoso - da sempre fan dello sport soprattutto il suo amato basket - racconta la storia del club milanese: dai trionfi alle sconfitte, fino ai grandi nomi e leggende che hanno vestito la maglia nerazzurra: Ronaldo il Fenomeno, Javier Zanetti, Diego Milito, Julio Cesar, Adriano e Giuseppe Meazza. Ma anche i campioni di oggi: Lautaro Martinez, Nicolò Barella e Hakan Chalanoglu. "Amo questa città - continua Lee nel video -, amo le sue vibrazioni, la sua gente e non sai mai quello che può succedere". Il contenuto social è stato prodotto da Inter Media House e presentato oggi, prima della partenza dell'Inter per il Mondiale per Club che si svolgerà dal 15 giugno negli Stati Uniti. A cura di Andrea Bocchini.
A decidere se la città si tingerà di rossonero o di nerazzurro sarà il derby a distanza e in contemporanea delle 18 con il Milan impegnato a Reggio Emilia contro il Sassuolo e l’Inter a San Siro, in casa con la Sampdoria
Andrea Siravo
Buona anche la vera prima, quella che contava davvero dopo il debutto a pane e lustrini di Bari. Nella piovosa Oslo sembra faccia addirittura caldo quando Antonio Conte si sbraccia in giacca e camicia e festeggia con i suoi ragazzi il primo passo verso il vero obiettivo, Euro 2016. E anche
di Paolo Carletti Era un altro mondo e un calcio oggi inimmaginabile, con lunghissime trasferte sulle navi, arbitri in giacca e cravatta che commettevano errori colossali, risse furibonde e punteggi tennistici. Era il 1930, l’anno in cui si disputò il primo mondiale con 13 squadre. La prim
Il presidente del Consiglio e capo del fascismo Benito Mussolini deve governare un Paese già povero ma colpito, come gli altri, dalla crisi del 1929 quando a Wall Street in poche ore si perdono capitali colossali. Il duce taglia gli stipendi degli statali dal 12 al 35%. Il reddito di un im
Carlo Ceresoli, Guido Masetti, Aldo Olivieri; Alfredo Foni, Eraldo Monzeglio, Pietro Rava; Michele Andreolo, Bruno Chizzo, Aldo Donati, Mario Genta, Ugo Locatelli, Giuseppe Meazza, Renato Olmi, Mario Perazzolo, Pietro Serantoni; Sergio Bertoni, Amedeo Biavati, Luigi Colaussi, Giovanni Ferr
di Davide Portioli Al giorno d’oggi un simile epilogo farebbe esplodere la definitiva guerra tra chi vuole la moviola in campo e chi no. Perché il gol di Geoff Hurst che sigla il 3-2 per l’Inghilterra, prima del definitivo 4-2, nella finale del campionato del mondo del 1966 contro la Germa
1 Enrico Albertosi, 2 Roberto Anzolin, 18 Pierluigi Pizzaballa; 5 Tarcisio Burgnich, 6 Giacinto Facchetti, 8 Aristide Guarneri, 9 Francesco Janich, 11 Spartaco Landini, 21 Roberto Rosato, 22 Sandro Salvadore; 3 Paolo Barison 30 anni, 4 Giacomo Bulgarelli, 7 Romano Fogli, 12 Gianfranco Leon