Forza Italia, cresce lo scontro su Fitto
ROMA Un partito "liquido" dove, mentre si fa spazio la tentazione di un centrodestra unito sostenuto a distanza anche da Angelino Alfano, cresce, in intensità e ampiezza, la bufera su Raffaele Fitto. Forza Italia si riprende a fatica dallo scontro frontale tra "mister preferenze" e Silvio Berlusconi e prende posizione, in ordine sparso, cercando di riportare il dibattito sui contenuti ma agendo nella direzione opposta a quella suggerita ieri dal leader: con un dibattito aspro e a mezzo stampa, specchio di un partito adombrato da personalismi e divisioni. La sensazione, si sussurra in ambiente azzurro, è che l'ex pupillo del Cavaliere stia andato oltre le sue stesse intenzioni, oltre quel cavallo di battaglia delle primarie che sta portando diligentemente avanti, cercando di rivendicare e "proteggere" il tesoretto di voti che lo ha riportato alla ribalta con le Europee. Anche perché, è la tesi degli ambienti vicini a Berlusconi, se le primarie sono uno strumento opportuno non rappresentano certo il jolly per un trionfo elettorale. Un trionfo che - si fa notare - il Pd ha ottenuto grazie al «fenomeno Renzi» e non certo al dibattito sulle primarie. Il caso Fitto, intanto, continua, nel silenzio, e nel gelo, di Berlusconi - ad Arcore con la famiglia - e con la prospettiva di un Ufficio di Presidenza infuocato che si avrà solo dopo i ballottaggi. Il rischio è che nel frattempo la frattura interna si allarghi: martedì Berlusconi sarà a Roma dove vedrà i suoi, ma in agenda non c'è alcun incontro con Fitto. «Spaccare Fi? Creare nuovi gruppi parlamentari? Solo veleni, bugie e falsità surreali», si difende l'ex governatore della Puglia puntando il dito contro il capogruppo al Senato Paolo Romani, emerso oggi come "il nemico numero uno". «Le primarie sono premature, mi auguro che Fitto rimanga e non faccia come Alfano», è l'affondo di Romani che giudica la proposta di primarie a tutti i livelli «improvvida e improvvisata». Meno improvvisato appare invece quel "cantiere" dell'aera moderata al quale guarda tutto il centrodestra. Con il dialogo tra Fi e Lega in stato avanzato e Ncd che apre al progetto senza tuttavia smarcarsi di un millimetro da Matteo Renzi. «C'è spazio per tutti» ma «continueremo a far sentire la nostra voce al Governo», spiega Alfano. Il clamoroso rendez vous tra l'ex delfino e l'ex premier, è insomma congelato ma la proposta di Alfano tenta una parte di FI e cerca di mettere ordine anche all'interno di Ncd, dove un manipolo di senatori - con Naccarato in testa - non è certo indifferente alle sirene renziane. Nel frattempo, Ncd, Udc e Pi si avviano a creare gruppi parlamentari per rafforzare la "gamba" centrista del governo, utile soprattutto al Senato e sul dossier riforme, dove i numeri sono risicati. E a dare manforte alla maggioranza, magari non con un ingresso diretto nel Pd, potrebbe contribuire anche Scelta Civica, ormai segnata dalla frammentazione dopo la debacle delle Europee.