«Ferrovia, ci sono 35 milioni È il momento di utilizzarli»
IVREA Più di ventimila viaggiatori al giorno, che ne fanno la linea più trafficata d'Italia. Parliamo della linea ferroviaria Chivasso-Ivrea-Aosta, da decenni al centro di programmi elettorali (e no) di ammordernamento per farne un'infrastruttura non solo comoda per i pendolari, ma anche fondamentale per lo sviluppo turistico. Ma oltre ad essere la più trafficata, la linea Chivasso-Ivrea-Aosta, risalendo al 1886, è anche tra le più obsolete. Elettrificata solo in parte, a binario unico, si trova oggi in una situazione a dir poco paradossale ovvero essere, sulla carta, destinataria di un finanziamento di 35 milioni fin dal 2008. Soldi, però, che non sono ancora stati spesi e che, in tempi di austerity e di spending review, rischiano prima o poi di essere destinati ad altro. Rischio, tra l'altro, già avvenuto un paio d'anni fa e scongiurato in extremis dall'intervento di un onorevole valdostano. Gianna Pentenero, consigliere regionale del Pd, raccogliendo il tema già sollevato da Legambiente e dai comitati dei pendolari, prova a mettere insieme i pezzi per rilanciare la questione. Lo fa con un'interrogazione urgente in consiglio regionale e cominciando a mettere insieme i Comuni di Ivrea e Chivasso. Spiega: «Nel 2008, la Regione ha recepito l'accordo di programma quadro per l'adeguamento e il sistema di trasporto ferroviario Aosta-Torino con la Regione Valle d'Aosta, i ministeri delle Infrastrutture e dello Sviluppo economico e Reti ferroviarie italiane. A disposizione, c'erano 40 milioni di euro». Di quella cifra, ne sono stati impiegati 5, per ricostruire il ponte sul torrente Chiusella, nel 2011. Gli altri sono ancora lì. Inutilizzati. Ora. Non è così facile sbloccare quei fondi perché il progetto di ammodernamento della tratta prevedeva la cosiddetta lunetta di Chivasso tanto contestata da non essere più nei sogni di infrastrutture di nessuno. Nessuno, però, ha mai messo nero su bianco un atto amministrativo che decreti la fine di quel progetto per provare a costruirne un altro. Ci vuole provare Pentenero, promuovendo, una volta che la Regione, rispondendo formalmente in aula, avrà chiarito le proprie intenzioni, con un evento con tutti i Comuni che insistono lungo la tratta. Agostino Petruzzelli, del Comitato utenti ferrovia, conosce la vicenda a menadito, così come i problemi dei pendolari. «Gli ultimi - spiega - riguardano la soppressione delle fermate di Montanaro del treno 24814 del mattino e delle fermate di Montanaro, Caluso e Strambino del treno pomeridiano numero 24825». Fabio Dovana, numero uno di Legambiente, insiste sul paradosso: «Assurdo avere risorse per implementare una linea ferroviaria e non farlo, in un momento in cui l'esigenza del trasporto pubblico locale cresce». (ri.co.)