Minnesota, sei procuratori si dimettono dopo la decisione di indagare la vedova di Renee Good
Il Dipartimento si è invece mostrato riluttante a indagare Jonathan Ross, il membro dell’ICE responsabile dell’uccisione di Good
IACOPO LUZIIl Dipartimento si è invece mostrato riluttante a indagare Jonathan Ross, il membro dell’ICE responsabile dell’uccisione di Good
IACOPO LUZINé l’indagine su Jerome Powell né le minacce su Iran e Groenlandia scuotono Wall Street. Secondo gli analisti, più «la resistenza delle Borse non va confusa con la stabilità»
La vicenda finisce in tribunale a Ivrea: la pm ha chiesto 4 anni e mezzo per il 64enne sotto accusa
Andrea ScutellàMorletto rinuncia al ricorso al Tar; premiata la linea amministrativa del Comune. Fine a mesi di tensioni e sospetti politici. Non ci sarà l’invasione dei camion
chiara corteseLutto cittadino. Alle 17 un momento pubblico di memoria e di ringraziamento per l’impegno profuso per lo sviluppo della città
Video Le principali notizie che trovate sul giornale in edicola mercoledì 14 gennaio LA PRIMA PAGINA
IVREASi sono disputate lo scorso mercoledì, 7 gennaio, le prime gare di CoppAca di calcio a 5 Acsi. Partendo dalla categoria Élite questi i risultati del girone A: a Caluso lo Shahtoosh batte la Pro Ivrea 6-0 (risultato a tavolino), mentre I Cigni hanno la meglio sui Berlin Calling 7-1, grazie alla
«Siamo felicissimi, ma la nostra felicità ha un prezzo altissimo». È passata poco più di un'ora dall'atterraggio in Italia quando vengono diffuse le prime parole di Alberto Trentini, attraverso una dichiarazione letta dall'avvocata Alessandra Ballerini. Prima il cooperante ha potuto abbracciare sull
IVREA Un percorso di canto polifonico condiviso pensato come spazio di incontro e costruzione di comunità. È il progetto La città che canta, coro interculturale eporediese, al via a Ivrea da sabato 17, ogni due sabati dalle 10 alle 12, nei locali del Sag di via Dora Baltea 1. L'obiettivo è creare oc
Gli ayatollah alzano ancora il tiro per tentare di soffocare le proteste: «moharebeh», ovvero «fare guerra a Dio», è l'accusa fatta risuonare dall'ufficio del procuratore di Teheran attraverso il megafono della tv di Stato, con l'annuncio che «diversi rivoltosi saranno presto processati» per questo
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