Carmine Diamante, "io voglio te non voglio lei", dedicata all'amore per Paola

Video Carmine Diamante, morto folgorato a causa di un fulmine che lo ha colpito nel suo giardino di casa,  era diventato famoso per quella che è la sua canzone più iconica, “io Voglio te non voglio lei” dedicato alla sua storia d’amore per Paola Conte, la sua compagna con cui ha una relazione da anni. Paola è una persona trans, da anni aveva intrapreso e compiuto il percorso per diventare donna. Hanno un’attività commerciale.  La coppia nel 2020 è stata anche al centro di una storia di mancato affido, dovuta al fatto che Carmine e Paola avevano cresciuto Ester, una bambina nigeriana, che veniva lasciata dalla madre naturale alla coppia anche per mesi, ma senza nessuna procedura legale. Quando la madre naturale della piccola è stata arrestata, la bambina è stata posta in una casa-famiglia e Paola e Carmine non hanno avuto il permesso di vederla più, proprio in assenza di legami ufficiali, nonostante di fatto avesse convissuto con loro per molti anni. Avrebbero voluto a quel punto adottarla, ma proprio la scelta di transizione fatta da Paola è stato fatto valere come requisito negativo, impedendo loro l’adozione.

Carceri, Ilaria Salis: "Non aumentare le pene e depenalizzare i reati minori"

Video "Il Beccaria deve essere chiuso e devono essere abolite le carceri per minori". Così l'eurodeputata Ilaria Salis commentando la situazione "allarmante" del carcere minorile di Milano a margine di una conferenza presso la sede dell'associazione stampa estera. "Sono per costruire nel lungo termine una società che superi il carcere - ha aggiunto l'eurodeputata -. Nell'immediato è favorire le misure alternative alla detenzione, quindi renderle applicabili a chi ne ha diritto e invece si trova detenuto. E invece di aumentare le fattispecie di reato e aumentare le pene bisognerebbe depenalizzare alcuni reati minori".

Il piano di Draghi: "Cambio radicale perché l'Ue continui a esistere"

Video "L'Europa sta sprecando le sue risorse comuni. Abbiamo una grande capacità di spesa collettiva, ma lo diluiamo in molteplici strumenti nazionali e comunitari. Ad esempio, non stiamo ancora unendo le forze nell'industria della difesa per aiutare le nostre aziende a integrarsi. Gli acquisti collaborativi europei hanno rappresentato meno di un quinto della spesa per l'acquisto di attrezzature per la difesa nel 2022. Inoltre, non favoriamo le imprese europee della difesa competitive. Tra la metà del 2022 e la metà del 2023, il 78% della spesa totale per gli acquisti è andato a fornitori extra-UE, di cui il 63% agli Stati Uniti", spiega l'ex presidente della Bce Mario Draghi. "Serve un cambio radicale perché l'Ue continui a esistere. È urgente e dovrà essere concreto", ha poi aggiunto Draghi. LEGGI ANCHE: Draghi, ecco il piano per far ripartire l’Europa: servono 800 miliardi l’anno, il doppio del Piano Marshall | Il piano