La spettacolare rovesciata di Alessandroni dell'Osimana nel campionato di Eccellenza Marche

Video Lorenzo Alessandroni, giocatore dell'Osimana, ha segnato un gol che sta facendo il giro (virtuale) del mondo: la sua spettacolare rovesciata nella partita contro il Castelfidardo, match del campionato di Eccellenza Marche, è stata postata su Instagram dall'Osimana e ha ricevuto migliaia di visualizzazioni. "Ho fatto tutto d’istinto", ha poi spiegato l'attaccante, classe 1994. "Il corpo ha agito prima della testa ed è successa la magia. Mi sono inspirato a Rooney: è stato emozionante".

Biden in conferenza stampa: "Xi è un 'dittatore perché è alla guida di un paese comunista", Blinken si dispera

Video "Xi Jinping è un 'dittatore', nel senso che è colui che è alla guida di un paese comunista". Lo ha detto Joe Biden al termine della conferenza stampa seguita al faccia a faccia con il presidente cinese. Il segretario di Stato Antony Blinken seduto in prima fila non è riuscito a contenere il suo disappunto riguardo l'affermazione del presidente degli Stati Uniti. Come si può notare dalle immagini, Blinken chiude gli occhi e scuote la testa proprio mentre Biden dà del comunista a Xi Jing Ping arrivato negli Usa per una visita di Stato. Dopo dopo la Cina ha replicato definendo le parole di Joe Biden "estremamente sbagliate"

Nel quartiere Lac1 di Tunisi, dove i migranti stanno ammassati in un edificio abbandonato. In attesa di ripartire

Video Sulle rive della laguna, Lac 1 è il sogno abortito di una Dubai lontana (una delle tante illusioni infrante a Tunisi). Palazzi moderni, dall’intonaco bianco, già sporco e vecchio, si alternano a rari edifici tecnologici e scintillanti e a terreni ancora da costruire, discariche di plastica colorata. Mogli annoiate di “expat” del Golfo si aggirano in strada tra fiotti di giovani tunisini sottopagati, che lavorano nei call center, concentrati nella zona, a disposizione di clienti scocciati, in linea al telefono dalla Francia. Poi, dietro un angolo, inatteso, si materializza il relitto di un palazzo enorme mai finito: panni stesi al sole ai piani più alti e, nel giardino pubblico sotto, pentole annerite dal fuoco, dove cuoce pasta col concentrato di pomodoro. Sarebbero almeno 1.200 a vivere qui, tutti uomini e tutti migranti subsahariani, nella puzza di piscio e un unico bagno intasato per tutti. In attesa. Se qualcuno a Roma (Giorgia Meloni compresa) pensa che Kais Saied, il presidente tunisino, abbia bloccato l’arrivo dei migranti dall’Africa subsahariana, s’illude. Soprattutto il confine con l’Algeria resta poroso, passa chi vuole. E se i migranti non partono, semplicemente si ammassano qui, in attesa. A nord di Sfax, la città più a sud, principale base di partenza per i viaggi della speranza, sarebbero già 15mila ad aspettare. (VAI ALL'ARTICOLO)