Erdogan contro i curdi in Siria: "Il destino dei terroristi è essere sepolti insieme alle loro armi"

Video Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha dichiarato che la fine dei militanti curdi in Siria si avvicina sempre di più, aggiungendo che non c'è spazio per il terrorismo nel futuro della Siria dopo la destituzione di Bashar al-Assad lo scorso mese. Parlando dopo una riunione di governo ad Ankara, Erdogan ha anche minacciato di avviare una nuova operazione transfrontaliera in Siria contro le milizie curde nel caso in cui la Turchia si sentisse minacciata o rilevasse un rischio per l'integrità territoriale della Siria. La Turchia, che ha già condotto diverse incursioni nel nord della Siria, aveva lanciato avvertimenti simili in passato. Leggi anche: Israele, la nuova strategia per frenare Erdogan in Siria e il nucleare degli ayatollah

Turchia, fatti saltare in aria nove grattacieli danneggiati: la mega esplosione nell'est del Paese

Video La città di Malatya, situata vicino al confine orientale della Turchia, ha registrato più di 36.000 edifici gravemente danneggiati, con circa 6.000 di essi demoliti, dopo il terremoto che ha colpito la regione e la Siria nel febbraio del 2023. La scorsa settimana, l'amministrazione comunale ha deciso di effettuare la demolizione controllata di altri nove edifici di quindici piani gravemente danneggiati. Malatya è ubicata in una zona soggetta a scosse sismiche relativamente frequenti. L'agenzia AP ha segnalato che, dopo il disastro iniziale di febbraio, la città ha affrontato un ulteriore terremoto alla fine dello stesso mese. Ad inizio settembre, la zona è stata nuovamente colpita da un sisma di magnitudo 5,3. Quattro anni fa, Malatya era una delle province per cui il presidente del paese, Recep Tayyip Erdogan, aveva annunciato un'amnistia edilizia. Tale amnistia aveva consentito alle autorità di rilasciare permessi per continuare la costruzione di case nonostante i difetti riscontrati, a condizione di pagare una multa.

Turchia, arrestato il sindaco di Istanbul Imamoglu: "Atto di tirannia, non mi arrenderò"

Video Arrestato il sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu. Lo riferiscono i media locali citando componenti del suo staff. "Centinaia di agenti di polizia sono arrivati alla mia porta. Faccio affidamento sulla mia nazione.La polizia ha fatto irruzione in casa mia e ha bussato alla mia porta", ha scritto Imamoglu sul suo canale X. Il Sindaco, esponente del centro sinistra, uno dei principali rivali del presidente Recep Tayyip Erdogan, stando a fonti locali, era al centro di un'indagine per corruzione. Secondo uno dei suoi collaboratori Imamoglu e' stato tratto in arresto e portato alla sede della polizia locale.   L'ordine di arresto per Imamoglu è stato emesso sulla base delle accuse di "estorsione, corruzione, frode e turbativa d'asta da parte di un'organizzazione criminale" e per "favoreggiamento nei confronti dell'organizzazione terroristica Pkk", riferiscono vari media turchi. Nei raid della polizia di questa mattina, oltre a Imamoglu sono state arrestate circa cento persone ritenute a lui vicine, tra cui il noto giornalista Ismail Saymaz. "Ci troviamo di fronte a una grande tirannia, ma voglio che sappiate che non mi arrenderò", ha affermato il sindaco ritenuto il principale rivale di Erdogan, nel messaggio su X con il quale ha annunciato il suo arresto. Il Chp, il maggior partito di opposizione in Turchia con il quale Imamoglu è stato eletto per due volte come sindaco di ISTANBUL, ha definito l'arresto come "un colpo di Stato contro la volontà nazionale".