Video Il padre di Giulia Cecchettin, Gino, è arrivato in tribunale a Venezia per prendere parte alla prima udienza davanti alla Corte d'Appello del capoluogo veneto per il processo a Filippo Turetta, reo confesso dell'omicidio dell'ex fidanzata, uccisa con 75 coltellate, nel novembre 2023, in un parcheggio a Fossò, in provincia di Venezia. Con lui anche i suoi avvocati e la madre e nonna di Giulia. L'uomo, che non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ha sulla giacca una spilla con l'immagine della figlia e la scritta 'Vola in alto Giulia - Noi con te'.
«Se non prendiamo sul serio la questione sono parole al vento» ha scritto la sorella di Giulia, la studentessa uccisa con 75 coltellate dall’ex fidanzato e poi gettata in un dirupo
A CURA DELLA REDAZIONE
La serie tv “Adolescence” racconta il mondo degli Incel, giovani single fedeli a teorie misogine e cospirative. Le prime chat violente negli Usa, poi la diffusione anche in Italia: «Sono ragazzi senza educazione sessuale»
FRANCESCA DEL VECCHIO
La relazione tra i due si era interrotta a inizio dicembre, ma lui non l’ha accettato ed è diventato ossessivo. Ora è in carcere
MANUELA GALLETTA
Nel febbraio del 2023 aveva scritto in un messaggio WhatsApp: «Mettiti in testa... che o ci laureiamo insieme o la vita è finita per entrambi»
A pubblicare le immagini scattate tra le 18 e le 21 dell'11 novembre scorso “Pomeriggio 5 News”
La documentazione stenografica dell'interrogatorio reso dall’omicida della studentessa Giulia Cecchettin il primo dicembre 2023 chiarisce altre azioni durante la fuga
Il padre di Giulia nell’intervista stasera in onda a “Quarto Grado”: «Filippo potrebbe aiutare chi come lui è in quella condizione»
Nell'istanza il difensore Giovanni Caruso chiede l'esclusione dell'aggravante della premeditazione e la concessione delle attenuanti generiche
Video Gino Cecchettin è arrivato in tribunale a Venezia. Oggi è prevista la sentenza di primo grado per il femminicidio di sua figlia Giulia, del quale l'ex fidanzato Filippo Turetta è reo confesso.
Cecchettin, oggi il verdetto: Turetta rischia l’ergastolo. Il difensore ai familiari: “Vi capisco”