Senatore di Azione interviene in Aula. E alla fine svela: "Questo discorso l'ha scritto ChatGPT"

Video Marco Lombardo, senatore del Terzo polo, è intervenuto stamattina durante il dibattito a Palazzo Madama: ha parlato dell'accordo tra Italia e Svizzera che era all'ordine del giorno, del fondo per lo sviluppo socio-economico e infrastrutturale, di telelavoro. Poi, a sorpresa, ha dichiarato: "Gentile Presidente, onorevoli colleghi, vorrei attirare un momento la vostra attenzione su un evento che per certi versi è storico di questa attività parlamentare. L'intervento che avete appena ascoltato non è mio. A dire il vero non è il prodotto nemmeno dell'intelligenza umana; è il prodotto di un algoritmo di intelligenza artificiale Chat GPT-4". E ha aggiunto: "Questo intervento vuole essere una provocazione per aprire un dibattito pubblico serio in Italia, al di là delle mode del momento, per analizzare le implicazioni etiche, economiche e sociali dell'utilizzo degli algoritmi di intelligenza artificiale". È la prima volta che un parlamentare italiano dichiara di aver affidato la stesura di un proprio testo all'intelligenza artificiale.

Calenda: "Renzi non voleva partito unico né cedere risorse. Da lui insulti, manca fiducia reciproca"

Video "Siccome era una promessa elettorale, credo vada raccontato il perché il per come". Esordisce così Carlo Calenda nel video postato su Twitter per dare la sua versione dei fatti sul 'naufragio' del partito unico del Terzo Polo. "Noi abbiamo fatto questa promessa durante le elezioni, ma dopo le elezioni si è capito abbastanza chiaramente che Renzi non lo voleva fare prima delle europee. Ed è una visione a cui noi ci siamo opposti. Pensavamo e pensiamo che andare avanti con una federazione senza avere un unico corpo, organi unici e una concentrazione di risorse e attività sia una cosa sbagliata. Tuttavia - aggiunge il leader di Azione - "mi è stato chiaro che questo progetto non andava da nessuna parte quando Renzi ha fatto non un passo di lato, ma cinque passi avanti, riprendendo Italia Viva diventando plenipotenziario, levando Rosato con cui lavoravamo benissimo negli organi della federazione, dove Renzi ha sempre rifiutato di sedersi. Da lì in poi, di fronte alle nostre pressioni per fare il partito unico, alla fine Renzi ha ceduto sul fatto di discuterne. La risposta di Renzi è stata netta: l'indisponibilità a sciogliere in qualsiasi caso Italia Viva e a prendere un commitment per passare le risorse di Italia Viva al nuovo partito. Perché il partito nasce senza risorse, senza il 2 per mille e deve affrontare la campagna per le europee. Tutto questo è dimostrato, il resto sono cavolate, distrazione di massa. Non è una lite di personalità, è una discussione che è diventata una lite sulle cose politiche". E poi la conclusione: "In questi mesi sono stato riempito di insulti da Renzi e da Italia viva: non risponderò ma certo c'è un problema di fiducia reciproca".