Morto 85enne per West Nile, è la nona vittima nel Lazio. Sono 19 in Italia
Ricoverato dal 2 agosto nell'ospedale di Latina
Ricoverato dal 2 agosto nell'ospedale di Latina
Nicola Bressi: “L’uso massiccio di insetticidi favorisce lo sviluppo di specie più resistenti. Le strategie da mettere in campo sono altre”
VALENTINA ARCOVIOIl virus West Nile è ormai considerato endemico
ANTONELLA VIOLALe vittime salgono a nove, ieri le ultime due
REDAZIONE CRONACHEUn uomo di 73 anni, originario di Maddaloni, era in rianimazione ed era affetto da altre patologie. Primo contagio confermato in Sardegna, è in gravi condizioni
Video In Italia continuano ad aumentare i casi di infezione da parte del virus West Nile e, con essi, si registrano anche i primi decessi. Il numero delle vittime del virus trasmesso dalle zanzare e' salito a sette dall'inizio dell'anno. Il virologo Fabrizio Ernesto Pregliasco, Direttore Sanitario dell'IRCCS Ospedale Galeazzi - Sant'Ambrogio e Professore associato di Igiene Generale e Applicata all'Universita' degli Studi di Milano, ha spiegato: "Il nome - West Nile - racconta di un virus un tempo tropicale ma che purtroppo, grazie ai viaggi e al cambiamento climatico, e' diventato endemico anche in Italia. Non e' una novita', e' dal 2008 che si evidenziano dei casi, ma ora la situazione ci inquieta di piu' perche' zone che non erano colpite come il Lazio, la Campania, la Puglia evidenziano positivita' negli animali". La ragione di questa difusione va cercata nel fatto che, secondo Pregliasco: "In questi anni in cui i casi hanno cominciato ad accumularsi non si e' fatto abbastanza in termini di prevenzione. La prevenzione inizia da ognuno di noi, stando attenti alle punture delle zanzare, raccomandazioni che un tempo si facevano ai viaggiatori internazionali". Il virologo ha poi riflettuto sul racconto mediatico del virus: "E' difficile fare comunicazione e divulgazione scientifica in questo momento perche', come durante il Covid, c'e' il rischio di minimizzare la problematica o di creare un eccesso di allarmismo che allontana le persone. La delicatezza e' quella di raccontare le cose: sono comportamenti personali quelli che riducono il rischio insieme alla sensibilita' personale nell'indurre le istituzioni a fare meglio".
Cresce il contagio della Febbre del Nilo: 7 morti in Italia. In 31 province limitazioni per le donazioni di sangue. E il Piemonte vuole usare fondi sanitari per disinfestare
PAOLO RUSSOIn Italia le vittime sono almeno quattro. Il virus provoca un caso grave ogni 150 infezioni
VALENTINA ARCOVIO77enne muore allo Spallanzani di Roma e 80enne all’ospedale di Caserta
Video E' un ben conosciuto il virus del West Nile, quello che oggi ha provocato la morte di una donna di 82 anni a Fondi. Può infettare sia uomini che cavalli, spiega l'epidemiologo Francesco Vairo, direttore del Servizio regionale per l’epidemiologia, sorveglianza e controllo delle malattie infettive dello Spallanzani. Si trasmette all'uomo solo attraverso la puntura della zanzara comune. Solitamente la malattia è benigna: i sintomi più diffusi sono febbre, eritema e dolore muscolari. Solo nell'1 per cento dei casi può provocare sintomi neurologici come meningiti e encefaliti. Non esiste un vaccino, bisogna usare i repellenti, indossare abiti lunghi ed eliminare i ristagni di acqua che favoriscono la riproduzione delle zanzare
L’anziana, 82 anni, è deceduta all’ospedale di Fondi. Altri 6 casi nel Lazio
L’Ecdc lancia aggiornamenti e linee guida per aiutare le autorità a prevenire e controllare l’espansione dei virus
Il paziente, che vive nel Comune di San Salvo, è attualmente ricoverato all'ospedale di Pescara
In tre mesi cento persone positive al virus e quattro morti. I sintomi e le possibili cure
VALENTINA ARCOVIOL’Ecdc mette in guardia: aumenta il rischio di malattie tropicali per infezioni diffuse dai fastidiosi insetti. Si prevedono numeri da record
paolo russoLa vittima aveva 45 anni ed era madre di due figlie. La procura ieri ha effettuato l'autopsia
Attivate le misure di prevenzione anche sui trapianti nelle aree interessate
Specie italiane e aliene proliferano grazie a cambiamenti climatici e abbandono dei campi. Disinfestare non è la soluzione, bisogna pianificare soluzioni naturali a lungo termine
nicolas lozitoPagina 1 di 1