Avvocata Gallo: "Sul caso Oppelli? Chiarire se c'erano i requisiti per procedere in Italia"

Video Oggi Marco Cappato e altre persone si sono autodenunciati alla questura di Trieste per aver aiutato Martina Oppelli, affetta da sclerosi multipla, a raggiungere la Svizzera, dove era andata per ricorrere al suicidio assistito dopo che per tre volte il suo caso era stato negato dalle autorita' sanitarie. L'avvocato Filomena Gallo ritiene che "sussistessero tutti i requisiti" perche' Martina potesse attuare il suicidio assistito in Italia. Oppelli, ha ricordato l'avvocata, "e' stata costretta, per poter porre fine alle proprie sofferenze, a raggiungere la Svizzera, ma nelle sue condizioni da sola non lo poteva fare. E allora, e' stata aiutata dalla associazione Soccorso Civile". Dunque, "oggi chiediamo di accertare se Martina Oppelli avesse i requisiti per procedere alla morte assistita in Italia, legalmente".

Fine vita, Cappato e due volontarie si autodenunciano per la morte di Massimiliano

Video Marco Cappato e le attiviste Felicetta Maltese e Chiara Lalli, che hanno accompagnato Massimiliano in Svizzera per il suicidio assistito, si sono recati in mattinata nella caserma dei Carabinieri di Santa Maria Novella a Firenze per autodenunciarsi. "Mi sono unito all'autodenuncia - ha spiegato Cappato - in quanto responsabile legale dell'associazione Soccorso Civile, che ha finanziato e organizzato questo viaggio. Dell'associazione fanno parte Mina Welby e Gustavo Fraticelli, anche i loro nomi sono stati trasferiti alle forze dell'ordine". Video di GIULIO SCHOEN

Eutanasia, Cappato si autodenuncia dopo la morte in Svizzera dell’82enne malato di Parkinson: “Questa è una condizione di oggettiva violenza esercitata dallo Stato”

Il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni si è presentato ai carabinieri per il caso del signor Romano, residente a Peschiera Borromeo, accompagnato e deceduto in una clinica svizzera. L'uomo era malato dal 2020 di una grave forma di Parkinson e non era tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale

andrea siravo