Video Alle 15:30 di ieri, mercoledi' 8 aprile, si e' concluso il soccorso a 71 migranti portati in salvo dalla Life Support, la nave di ricerca e soccorso di Emercency, nelle acque internazionali della zona Sar libica. L'imbarcazione in pericolo, un gommone nero sovraffollato e non in grado di affrontare la traversata del Mediterraneo, e' stata avvistata direttamente dal ponte di comando della Life Support. "Abbiamo individuato una barca in pericolo direttamente dal ponte di comando della nave, abbiamo quindi messo i nostri gommoni di soccorso in acqua e ci siamo avvicinati - dichiara Jonathan Nani' La Terra, capomissione della Life Support -. I nostri soccorritori si sono trovati di fronte a un gommone cosi' sovraffollato che alcune persone erano a cavalcioni sui tubolari, nessuno indossava i salvagenti e chiedevano aiuto". Le persone soccorse sono 59 uomini, di cui 11 minori non accompagnati e 2 minori accompagnati, e 12 donne, fra cui 4 minori accompagnate. (NPK) Fonte: Emergency
Video La Life Support di Emergency, che sta accompagnando la Global Sumud Flotilla in navigazione in acque internazionali con il ruolo di nave osservatrice e di supporto medico e logistico, prima dell'alba ha prestato soccorso a una delle barche della flotta, la Johnny M, per una avaria non risolvibile in mare. Il team di soccorritori della Life Support ha imbarcato le 12 persone che erano a bordo. Alcune persone dell'equipaggio coinvolto proseguiranno la missione navigando su un'altra barca, mentre altre saranno portate a terra. "Alle 4 di notte abbiamo ascoltato via radio un mayday da parte di una barca della Flotilla per evacuare le persone che erano a bordo. Abbiamo quindi messo il nostro Rhib in acqua e proceduto all'intervento richiesto trasbordando l'equipaggio della barca in difficolta' ad altre due imbarcazioni della flotta - spiega Anabel Montes Mier, capomissione della Life Support di Emergency-.
Protesta Avs-M5s alla Camera, occupano i banchi del governo. Crosetto domani in aula. L’Onu chiede un’indagine indipendente sugli attacchi
L’ong parteciperà alla missione, offrendo supporto logistico e medicale. Il rescuer: “La situazione a Gaza è insostenibile”
Mosè Vernetti
Video È previsto per martedì 22 aprile alle ore 14 l’arrivo nel porto di Ravenna della nave Life Support di Emergency, con a bordo 82 persone soccorse il 17 aprile nelle acque internazionali della zona Sar libica. Ad annunciarlo è la stessa Onlus attraverso un comunicato. “Giovedì pomeriggio abbiamo effettuato il soccorso di un gommone in difficoltà che aveva a bordo 82 persone, tra cui 27 minori”, ha dichiarato il comandante della nave Domenico Pugliese. “Le autorità italiane ci hanno assegnato il porto di Ravenna per lo sbarco. Questo significa quattro giorni in più di navigazione rispetto a un place of safety più vicino alla zona operativa del Mediterraneo centrale e quindi aumentare la sofferenza dei naufraghi, che sono già in uno stato di vulnerabilità”. I migranti soccorsi, tra cui 11 donne, due ragazze minori non accompagnate, una bambina accompagnata, 23 ragazzi minori non accompagnati e un bambino accompagnato, hanno raccontato di essere partiti da Zawiya, in Libia, intorno alle 2 di notte. Provengono da Sudan, Eritrea, Etiopia, Ghana, Nigeria e Togo. “Le principali problematiche di salute che abbiamo riscontrato a seguito del salvataggio sono state nausea, vertigini e vomito dovuti al mal di mare, anche perché la barca in distress era in acqua da più di quattordici ore”, ha spiegato Martina Ferrero, medical team leader della Life Support. “Attualmente le persone sono provate dal viaggio ma in condizioni stabili. Vi è a bordo anche una donna incinta al sesto mese, visitata dal team medico: le sue condizioni sono stabili”. Secondo il report “Il confine disumano - Salvare vite nel Mediterraneo centrale” pubblicato da Emergency, la prassi del governo di assegnare porti distanti ha costretto nel 2024 la nave Life Support e i naufraghi a bordo a percorrere in media 630 miglia nautiche in più a missione, impiegando oltre tre giorni di navigazione. Lo scorso anno sono stati necessari 59 giorni di navigazione aggiuntiva per il ritorno in zona operativa, tempo sottratto alle attività di ricerca e soccorso. La Life Support è alla sua 31esima missione nel Mediterraneo centrale. Dall’inizio delle operazioni nel dicembre 2022 ha tratto in salvo 2.783 persone.
L’emergenza è continua: secondo Medici Senza Frontiere nel 2023 ci sono stati 2.346 morti nel Mar Mediterraneo. Il bilancio di Life Support: in un anno soccorsi in 1.200, tra loro 272 minori
Cristina Benenati
Il sindaco di Pozzallo: «Tocca a tutti accogliere, anche a chi è stato intollerante». Critici anche i sindacati di polizia siciliani
ELEONORA CAMILLI
Il natante si trova nella zona Sar tra Malta e L’Italia e sta imbarcando acqua. Un’altra barca più piccola con 27 persone è in acque internazionali alle prese con condizioni meteo avverse
La Life Support è sbarcata oggi a Ortona dopo circa quattro mesi in mare e 564 vite salvate
Il sindaco dell’isola siciliana: «Serve una Mare Nostrum europea». Due naufragi e 11 cadaveri recuperati. Emergency: «Salvati in 78 su un gommone alla deriva, ci sono altre imbarcazioni in difficoltà». Sos Méditerannée: «Minacciati dalla Guardia costiera libica»
Assegnato il Pos di Brindisi, l’arrivo previsto venerdì
lorenza rapini
Video Scortata da una motovedetta della Capitaneria, la "Life Support", nave della ong Emergency, con 142 migranti a bordo, ha fatto il suo ingresso nel porto di Livorno, come confermato dai registri dall'Avvisatore Marittimo, per attraccare alla banchina 75 dove cominceranno le operazioni di sbarco. L'area dedicata a Life Support è presidiata dalle forze dell'ordine. Una lunga linea di allestimenti da campo contraddistingue il personale della protezione civile regionale, tra cui Misericordie, Anpas, Croce Rossa, pronto a ricevere i migranti.
Video di Giulio Schoen
Il peschereccio era partito dalla Libia alle 2 di venerdì scorso. Per salirci alcuni hanno pagato fino a 3000 dollari. Il ministro Salvini è sull’isola per incontrare gli amministratori: «Inaccettabile che una bambina muoia per arrivare qui. Problema delle partenze è da risolvere a monte»
Il casoSerena Riformato / Roma Il decreto sull'immigrazione potrebbe arrivare a stretto giro, «entro la fine dell'anno», si augura il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni. Prima possibile e prima del previsto, con un'accelerata che sfida l'ingorgo normativo di dicembre. In risposta - riferisco