I parlamentari Pd: «Erano calendarizzati provvedimenti importanti sulle relazioni tra Italia e Africa, il vertice di Meloni è stato solo una lunga passerella»
Ieri la segretaria dem ha azzeccato i toni nel confronto con la premier. Ma finora ha sbagliato i tempi ed è partito lo psicodramma nel partito
Annalisa Cuzzocrea
Forza Italia si astiene, maggioranza divisa: addio nuovo fondo Salva-Stati
FEDERICO CAPURSO
Video Il Pnrr al centro. Per il governatore di Bankitalia Visco "non c'è tempo da perdere, bisogna attuare il Piano". Per Meloni è "strategico, ma è necessario aggiornarlo". Domani l'incontro tra governo e Corte dei Conti. A giugno la verifica della Commissione Ue sulle modifiche. Assicura Fitto: "Nessun ritardo, serve un tagliando". Puntualizza Schlein alla vigilia del voto sul tema a Bruxelles: "Inaccettabile utilizzarlo i fondi del Recovery per nuove armi". La segretaria del Pd dopo 48 ore di critiche post-amministrative reagisce durissima: "Mettetevi comodi, sono qui per restare. Il cambiamento non è un pranzo di gala". Da dove passa e chi lo vuole davvero nel partito?
Sono con noi Vincenzo Amendola, deputato del Pd, già ministro e Sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega agli Affari Europei; Giulio Tremonti, presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera, già ministro dell'Economia; Luigi Manconi, sociologo ed ex Sottosegretario alla Giustizia. Da Bruxelles: Angela Mauro, autrice di Europa sovrana, la rivincita dei nazionalismi (Feltrinelli). Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. Con la videointervista esclusiva ai genitori di Giulio Regeni di Matteo Macor e con i sentieri di guerra in video di Gianluca Di Feo. In studio con Gerardo Greco: Stefano Folli e Francesca Schianchi.
Metropolis è in streaming alle 18 dal lunedì al venerdì sulle piattaforme Gedi e on demand in video e in podcast sul sito di Repubblica
Video Il Pnrr al centro. Per il governatore di Bankitalia Visco "non c'è tempo da perdere, bisogna attuare il Piano". Per Meloni è "strategico, ma è necessario aggiornarlo". Domani l'incontro tra governo e Corte dei Conti. A giugno la verifica della Commissione Ue sulle modifiche. Assicura Fitto: "Nessun ritardo, serve un tagliando". Puntualizza Schlein alla vigilia del voto sul tema a Bruxelles: "Inaccettabile utilizzarlo i fondi del Recovery per nuove armi". La segretaria del Pd dopo 48 ore di critiche post-amministrative reagisce durissima: "Mettetevi comodi, sono qui per restare. Il cambiamento non è un pranzo di gala". Da dove passa e chi lo vuole davvero nel partito?
Sono con noi Vincenzo Amendola, deputato del Pd, già ministro e Sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega agli Affari Europei; Giulio Tremonti, presidente della III Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera, già ministro dell'Economia; Luigi Manconi, sociologo ed ex Sottosegretario alla Giustizia. Da Bruxelles: Angela Mauro. Da Montecitorio: Gabriele Rizzardi. In studio con Gerardo Greco: Stefano Folli e Francesca Schianchi e Matteo Macor in collegamento.
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Forza Italia è pronta a fare le barricate. Fratelli d'Italia apre alla cartolarizzazione dei crediti. Nella maggioranza si cerca un punto di caduta sul decreto Superbonus che ha bloccato la cessione dei crediti
Un rapporto dello Iai sulla percezione degli italiani incorona il governo attuale, ma riconosce molti meriti a quello precedente
Francesca Sforza
Alessandro Barbera Marco Bresolin Il negoziato sul bilancio europeo tra Parlamento e Consiglio è un dialogo tra sordi. La questione dello Stato di diritto pare insormontabile. A parole tutti chiedono di fare in fretta, ma il risultato è che la trattativa sul dossier del Recovery Fund rimane congelat
Marco Bresolin INVIATO A BRUXELLES Nessuno ne parla, ma tutti ne parlano. Il rischio di uno slittamento del Recovery Fund è l'argomento fantasma della prima giornata al Consiglio europeo. Se al tavolo ufficiale si discute solo di politica estera, i leader approfittano delle conversazioni informali n
il caso Marco Bresolin INVIATO A BRUXELLES La mediazione targata Germania non sta producendo i risultati sperati. E di conseguenza il rischio di un ritardo del Recovery Fund «è sempre più probabile», come hanno lasciato filtrare nelle ultime ore fonti tedesche. Per l'Italia sarebbe un grande problem
Niccolò Carratelli INVIATO A MODENACamicia sudata e fiato corto, Nicola Zingaretti scende dal palco dopo aver chiuso la Festa dell'Unità nazionale, al Ponte alto di Modena. Circondato dai giornalisti e dalle telecamere, più che dai militanti Pd, incassa qualche applauso e saluta passando tra gli sta
Paolo Baroni / ROMASei piani di azione e sei riforme (compresa quella dell'Irpef): 30 pagine e 28 slides per riassumere le linee guida del Recovery plan nazionale, o meglio del «Piano nazionale di ripresa e resilienza» (Pnrr), che verrà varato oggi dal governo. Due gli obiettivi di lungo termine da
l'intervistaFrancesca Schianchi/roma«Per la prima volta l'Europa reagisce e lo fa più velocemente dei suoi competitor internazionali: far saltare tutto sarebbe un danno gravissimo, e non capisco chi ne beneficerebbe, se non un puro interesse di politica interna». A due giorni dal Consiglio europeo c
dall'inviatoMarco Bresolinbruxelles. «C'è ancora del lavoro politico da fare» per convincere tutti gli Stati a sposare l'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 (zero emissioni nette). A dirlo è Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, che ieri ha incontrato Emmanuel Macron all'E