ROMA. Ha il sapore amaro della realpolitik, la visita in Egitto del ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani. La rotta è la stessa seguita nelle precedenti missioni in Tunisia e in Turchia, con due obiettivi posti al centro dei colloqui con il presidente egiziano Abdel Fattah Al-S...
Federico Capurso
Video "Durante i colloqui abbiamo anche affrontato, perché è un tema molto sensibile in Italia, le questioni Regeni e Zaki. Sia il presidente che il ministro degli Esteri mi hanno assicurato la volontà dell'Egitto di rimuovere gli ostacoli che possono creare problemi". Così, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo incontro stampa al Cairo insieme al suo omologo egiziano Sameh Shoukry. "Non c'è stata nessuna reticenza da parte egiziana", ha precisato Tajani. "Anzi, il problema è stato sollevato dal presidente. Al-Sisi mi ha detto che è intenzione dell'Egitto risolvere il problema e togliere tutti gli ostacoli a una sempre più proficua collaborazione fra i nostri Paesi".
Molte le reazioni polemiche seguite alle dichiarazioni del capo della Farnesina. "Tajani non riesce a dire la verità: l'Italia non è soddisfatta della collaborazione con l'Egitto. Il processo Regeni è bloccato. Zaki resta in Egitto. Sarebbe stato più onesto, a maggior ragione a tre giorni dall'anniversario di Regeni", ha scritto su Twitter Lia Quartapelle, responsabile esteri del Pd.
"Come può il ministro Tajani sentirsi rassicurato dal Governo egiziano che ha raggirato l'Italia sulla morte di Giulio Regeni. Lo stesso governo egiziano che non ha mai collaborato con l'Italia e impedito alla magistratura italiana l'accertamento della verità", scrive su Facebook Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra.
Francesca Paci / RomaCi sono almeno due piani nella vicenda di Patrick George Zaki, lo studente egiziano dell'università di Bologna che i giudici di Mansura scarcereranno dopo ventidue mesi di detenzione cautelare in attesa dell'udienza, forse definitiva, del primo febbraio prossimo. C'è un giovane